Milano, 17 marzo 2017. 18 gradi. Quasi fosse già primavera inoltrata. La stagione dei fiori quest’anno, forse complice la quasi totale assenza della neve, è giunta in anticipo e decisa a mostrarsi in tutta la sua tiepida e rigogliosa bellezza.
Proponiamo dunque di aggiornarvi riguardo quel che troverete visitando la vicina capitale lombarda.
Le famose Palme – (molto rumore per nulla) in verità non deturpano affatto la beltà del Duomo, quindi possiamo stare (tutti?) tranquilli. Non sono mastodontiche, e per di più sono coperte dalla lunga gazebata della “StraMilano”, iniziativa commerciale che attira una lunga fila di visitatori e acquirenti. Vero è che palme e gazebo accorciano di qualche metro la lunghezza della piazza, separandola dalla retrostante via di circolazione per taxi e automobili.
Castel Sforzesco torna in forza – via il padiglione dell’Expo. Un monumento viene coperto (il Duomo), un altro torna scoperto, il Castello Sforzesco. A riprova di come tutto passa, e quasi orma al mondo non lassa, leopardianamente parlando, l’antiestetico padiglione che preludeva alla grande piattaforma Expo, piazzato davanti al Castello Sforzesco da quasi tre anni, all’interno del quale si vendevano gadget con la croce rossobianca milanese, è scomparso.
E’ Primavera, (anche per Garibaldi)
Esplosioni di aiuole e alberi in fiori hanno sancito l’inizio anticipato della bella stagione. E tornando dal Castello sforzesco, ci si imbatte nel monumento a Garibaldi (frutto dell’inquietante statuomania del secolo decimonono) che si presenta mitizzato non già dalla storia (a quello ci ha pensato anche troppo il regime) quanto dal floreale e verdeggiante tiepido tripudio.
Manet – la mostra che conquista Milano
Senza dubbio in vetta alla popolarità del periodo, la mostra su Manet e i pittori dell’impressionismo della Parigi del Secondo Impero, sta conquistando la capitale cisalpina. Dall’alto di Palazzo Reale, in Piazza Duomo a Milano, sino al 2 luglio, torreggiano fieri gli stendardi che recano le insegne dell’insigne pittore francese, attorniato dai suoi contemporanei. Decisamente da vedere. Per questo la nostra Redazione vi presenterà a breve un reportage sulla mostra.
Chantal Fantuzzi
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