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Discutere del trasferimento dell’Officina? Una pessima idea! – di Giuseppe Sergi

Che una personalità di sinistra (sia pure estrema) dichiari candidamente che: “discutere è una pessima idea” può sorprendere. Secondo l’opinione comune dovrebbe essere piuttosto la Destra “trumpista” a comportarsi in tal modo!

Sulle Officine e sulla loro tormentata storia (si pensi che il “casus belli” scoppiò con fragore nel 2008) non sappiamo molto perché non abbiamo approfondito il problema. Abbiamo solo capito che: — per la Sinistra sono un tabù assolutamente intoccabile; — per le FFS una palla al piede (almeno così sembra).

* * *

Lettera aperta al sindaco di Bellinzona

Egregio signor sindaco,

ha suscitato non poca preoccupazione l’intervista da lei rilasciata qualche giorno fa (GdP, venerdì 3 febbraio) nella quale afferma che discutere del trasferimento dell’Officina in un sito diverso da quello attuale non è un tabù e che, a certe condizioni, si potrebbe anche essere favorevoli. Non è il primo ad affrontare la questione Officina in questa prospettiva; anche in passato altri, pubblicamente, hanno cercato di avviare questa stessa discussione.

Il fatto che sia il primo cittadino di Bellinzona, e che Bellinzona abbia sempre ribadito di avere a cuore la difesa dell’Officina, rende necessaria una riflessione più approfondita; una riflessione attraverso la quale vorremmo cercare di spiegare perché cominciare a parlare di questo tema, del trasferimento dell’Officina di Bellinzona, sia proprio l’obiettivo strategico delle FFS. E se questo tema riuscirà ad assumere la centralità del dibattito sul futuro dell’Officina, le FFS saranno nelle migliori condizioni per vincere la partita.

Le FFS hanno mai proposto di trasferire l’Officina?

Assolutamente no! Dopo lo sciopero del 2008, dopo la sconfitta che i lavoratori hanno inferto ai loro progetti, le FFS non hanno mai annunciato di voler trasferire l’Officina di Bellinzona, o di volerne costruire una nuova che riprendesse (e magari sviluppasse) le attività che oggi si svolgono sul suo sito industriale. Le FFS sono dirette da persone tutt’altro che sprovvedute. Sanno che porre la questione in questi termini diretti comporterebbe parecchi problemi.

Il primo è quello di una reazione operaia forte e immediata. Tutti vivrebbero questa proposta diretta di trasferimento come una sorta di ritorno al 2008, con tutte le incognite del caso. Ma, secondariamente, una simile proposta obbligherebbe le FFS a fare quello che da ormai quattro anni, rifiutano di fare: presentare un piano industriale chiaro e serio per il futuro dell’Officina. Se proponessero di trasferire l’Officina, dovrebbero anche affermare di volerne costruire una nuova (altrimenti sarebbe una semplice chiusura), dovrebbero dire quanto vogliono investire, quali sarebbero le attività destinate a questo nuovo stabilimento.

La nostra convinzione è che le FFS non abbiano nessuna intenzione di costruire una nuova Officina. Il loro orientamento, ci sembra ormai assodato, è quello di far declinare l’attuale Officina e, in prospettiva, smistare le sue attività in strutture produttive già attive o, al massimo, integrarle con qualche nuova e minima struttura complementare (magari da realizzare come miraggio di una nuova Officina…)

Le FFS hanno tuttavia proposto di fare altro sul terreno dell’Officina

Se è vero che le FFS non hanno mai proposto direttamente di chiudere o trasferire l’Officina, è altrettanto vero che l’hanno fatto indirettamente. Proponendo, attraverso il cosiddetto studio AREA (2012), di utilizzare i 100‘000 metri quadrati occupati oggi dall’Officina per un mega progetto immobiliare. Per quello studio le FFS si erano fatte “accompagnare“ da personaggi di spicco del mondo imprenditoriale e politico cantonale: Silvio Tarchini, Rocco Cattaneo, Franco Ambrosetti, Patrizia Pesenti.

La cosa è rimasta lì, in sordina. In attesa che il completamento di Alp-Transit (con il corollario delle nuove infrastrutture ferroviarie e il loro ammodernamento – ad esempio la stazione di Bellinzona) rilanciasse la questione di un’altra destinazione per il sedime attualmente occupato dall’Officina.

E per rafforzare questa prospettiva, ecco, è cronaca recente, le narrazioni pseudo-storiche affidate alla penna dello scribacchino Hanspeter Gschwend per ricordarci il coraggio degli avi dei Bellinzonesi contro il conservatorismo dei difensori dell’attuale ubicazione dell’Officina.

La discussione è servita, l’Officina è finita!

L’intervento di Mario Branda, la sua apertura alla discussione, è il segnale chiaro che la strategia delle FFS, abilissima, sta dando i suoi frutti. Senza rivendicare direttamente la chiusura o il trasferimento dell’Officina, ma “offrendo“ una mirabolante alternativa (un grande-super centro commercial-immobiliar-residenziale) è riuscita a spingere molte persone ad aprire la discussione sul futuro dell’ubicazione dell’Officina.

Una discussione che ha in realtà ha un obiettivo ben diverso da parte delle FFS: far dimenticare a tutti la propria inadempienza sul futuro dell’Officina; far dimenticare a tutti gli impegni che le FFS hanno sottoscritto (con i lavoratori dell’Officina e con il governo cantonale) e che non vogliono onorare; far dimenticare di essersi impegnate a sostenere attivamente il nuovo centro di competenza senza che questo impegno abbia comportato finora alcun atto concreto.

Aprire questa discussione significa permettere alle FFS, mentre si discute di siti improbabili e di modelli di nuova Officina che mai vedranno la luce, di organizzare al meglio il declino dell’attuale stabilimento. E quando questo declino sarà ormai completo, la discussione avviata non servirà più a nulla: a quel punto non resterà che sedersi a un tavolo ad ascoltare le condizioni che le FFS detteranno per la realizzazione dei loro progetti.

Alla fine, l’obiettivo delle FFS è che noi (Ticinesi, Bellinzonesi, lavoratori stessi dell’Officina) avanziamo la proposta di un trasferimento le cui condizioni, logica imprenditoriale lo esige, saranno decise dalle FFS. Non è nuovo questo modo di procedere da parte delle imprese: quante volte le direzioni aziendali chiedono ai lavoratori di fare proposte su come diminuire i posti di lavoro, su come ristrutturare l’azienda, con l’obiettivo di dividere i lavoratori e di impedire loro di porsi in un’ottica di alternativa rispetto a quanto suggerito dalla direzione?

Aprire questa discussione, caro sindaco, è il più grande regalo che si possa fare alle FFS e ai suoi progetti di distruzione dell’Officina. Ecco perché parlarne è una pessima idea…

Giuseppe Sergi

Relatore

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