Il premier italiano Matteo Renzi aveva fatto del referendum sulla riforma costituzionale una sfida personale. Già la sera stessa del voto, domenica 4 dicembre, è stato obbligato ad ammettere la sconfitta. Dopo che circa il 59 % degli elettori ha votato un secco No.
Renzi ha detto di assumersi la piena responsabilità della sconfitta. Una sconfitta “straordinariamente chiara” come ha precisato. Lunedì pomeriggio, riunirà il suo governo e presenterà le dimissioni al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Questi avrà due opzioni : affidare a Renzi, o a un’altra personalità della maggioranza, l’incarico di formare un nuovo governo, oppure convocare elezioni legislative anticipate.
Diversi partiti, tra cui la Lega Nord e il Movimento Cinque Stelle hanno già chiesto a gran voce nuove elezioni anticipate.
Elezioni che però non potranno aver luogo prima di una riforma della legge elettorale in vigore alla Camera dei deputati. Da questa settimana, un governo tecnico – come ve ne sono già stati diversi in Italia – dovrebbe essere nominato. Il futuro presidente del Consiglio, il quinto in 5 anni, sarà incaricato di mettere a punto questo nuovo codice.
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