da Opinione Liberale. Riproposto con il consenso dell’Autrice Karin Valenzano Rossi e della testata.
Ticinolive pubblicherà prossimamente un’approfondita intervista concessa da questa personalità emergente del PLR, il cui nome è stato fatto addirittura in relazione alla Presidenza del partito (“Ma è troppo!” lei mi dice…). L’abbiamo vista in azione – dall’alto della tribuna stampa – durante le cruciali sedute del 3 e 4 ottobre, combattendo valorosamente la “guerra del LAC”.
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Sembrano ottime notizie, e probabilmente lo sono, soprattutto nell’ottica di rilancio degli investimenti che possano dare quel fiato anelato dall’economia per la ripartenza della crescita Lugano-centrica. Peccato però che pochi anni orsono, correva infatti il 2013, proprio a Lugano si è gridato al fallimento, dipingendo uno scenario apocalittico che non ha fatto altro che generare incertezze, paure e insicurezze, non solo nel cittadino luganese, preoccupato (legittimamente) del destino della propria città, ma anche e soprattutto in chi in Lugano e nel suo potenziale credeva e avrebbe auspicato investire, con un danno d’immagine, di cui ancora paghiamo lo scotto. Scoprire ora che, a distanza di soli 3 anni, si è stati capaci di “raddrizzare” i conti e l’economia cittadina, rende sereni ma non può evitare qualche sorriso tra l’ironico e il perplesso. Solo un’analisi di dettaglio del Preventivo, ora al vaglio della Commissione della Gestione, permetterà di meglio comprendere la situazione effettiva, sulla quale non mancheremo di tornare. Alcune considerazioni però appaiono d’acchito sensate. Il Preventivo, malgrado il noto esito delle nomine del Consiglio direttivo del LAC e l’immediata presa di posizione di Sezione e Gruppo in CC, non recepisce le voci contabili legate al LAC, comprendendo invece quelle del mandato di prestazione all’ente autonomo, che ancora non ha visto la luce (sic!). Lugano rimane d’interesse per le aziende, sembra infatti potersi prevedere un’evoluzione positiva del gettito delle persone giuridiche e un mantenimento costante del livello del gettito delle persone fisiche. Questo dato è senz’altro interessante ed incoraggiante, considerata la volontà della Città di continuare nel solco della prospettiva di concretizzazione della visione dei poli, con il consolidamento e lo sviluppo di quelli già realtà e con la realizzazione e l’avvio di quelli in fase embrionale, come il polo tecnologico-scientifico. Lugano prevede un onere netto di 65,8 mio per gli investimenti del 2017, in linea con quanto già effettuato in precedenza. È ora lecito auspicare un utilizzo effettivo di quanto stanziato, contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, così che il cittadino abbia a beneficiare del miglioramento della situazione economica cittadina e non solo dei proclami a mezzo stampa. In effetti, negli ultimi pochi anni, il cittadino luganese ha dovuto subire una serie di misure di contenimento della spesa pubblica ad impatto diretto sulla qualità del servizio all’utenza ma di poco beneficio in termini numerici sui conti cittadini. Chi non ricorda le misure di contenimento relative ai bagni pubblici, ai daini, all’aumento delle tasse di utilizzo del suolo pubblico e degli oneri per le associazioni, al peggioramento nella manutenzione delle infrastrutture pubbliche, etc? Chissà che l’ago della bussola rimanga puntato ben saldo verso il nord!
Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR in CC a Lugano
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