Noi pensavamo che questo balzello – inventato dal ministro Zali – piacesse alla sinistra. Primo, perché è una tassa. Secondo, perché punisce l’automobile. Beh, forse ci eravamo sbagliati.
Spassoso l’incipit ghislettiano: “hanno sostenuto la tassa di collegamento per ridurre il traffico privato – e quindi migliorare la qualità dell’aria/la salute della popolazione”. Raoul si metta il cuore in pace: l’impatto sarà nullo tranne che sulle casse dello Stato.
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Parecchi dipendenti che hanno sostenuto la tassa di collegamento per ridurre il traffico privato -e quindi migliorare la qualità dell’aria/la salute della popolazione- sono oggi arrabbiati per il fatto di dover subire degli aumenti considerevoli dei prezzi dei posteggi. È la classica goccia che fa traboccare il vaso di una situazione già in partenza problematica, tanto che il Sindacato VPOD, prevedendo questo scenario, non aveva dato alcun consiglio di voto su questo tema.
Come Sindacato VPOD abbiamo dato mandato ad un legale di esaminare i margini giuridici di applicazione della tassa di collegamento. Facciamo alcuni esempi, che si applicano allo Stato, ma non solo. A vari dipendenti il Canton Ticino ha chiesto nel bando di concorso o successivamente di disporre di un’auto privata per svolgere compiti al di fuori della sede il lavoro (visite sul territorio, commissioni varie per la sede, trasporti di persone, trasferimento di incarti, ecc.): secondo il Sindacato è giusto quindi che essi siano esentati dal pagamento del posteggio da parte del datore di lavoro, dato che quest’ultimo non fornisce alcun veicolo di servizio. È giusto anche che i docenti attivi in più sedi non debbano pagare il posteggio, quando non hanno oggettivamente alternative di spostamento con i mezzi pubblici o un veicolo aziendale a causa degli orari ravvicinati delle lezioni imposti in luoghi diversi dal datore di lavoro. È giusto poi che gli impiegati che non usufruiscono di posteggi individuali paghino il posteggio per un periodo inferiore ai 12 mesi (come i docenti che pagano solo durante l’anno scolastico), detraendo le settimane di vacanza. Occorre anche calmierare i prezzi dei posteggi e la tassa, ripartendoli sul numero di utenti effettivo che utilizzano i posteggi non riservati al singolo. Bisogna infine ridurre i prezzi dei posteggi esorbitanti, in particolare nei centri: infatti questo crea una disparità di trattamento tra il dipendente che ha la sede di servizio ad es. a Lugano rispetto a quello che ce l’ha fuori città. Su queste nostre richieste attendiamo ora la risposta del Governo. Il Sindacato VPOD è pure intervenuto presso altri datori di lavoro, come l’Ente ospedaliero cantonale, per trovare soluzioni non penalizzanti.
Raoul Ghisletta – segretario Sindacato VPOD Ticino
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