Hilary Clinton ha ricevuto l’appoggio di Bernie Sanders, che era stato suo avversario durante le primarie del partito democratico; quello che rimane della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti appare però in salita per la Clinton.

Nel quadro della Convention nazionale dei Democratici a Philadelphia, infatti, Sanders ha esortato a portare Hilary alla Casa Bianca; non mancano, tuttavia, anche tra i sostenitori del partito democratico, coloro che ritengono che la Clinton sia né più né meno un altro Donald Trump sotto mentite spoglie.

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Durante il primo giorno della Convention, manifestanti si sono radunati all’esterno della City Hall di Philadelphia, che ospita l’evento, dichiarando di essere sostenitori di Sanders e di non essere disposti a rinunciare al loro candidato, né alle sue idee. Molti di loro si sono dichiarati frustrati a causa della prospettiva di dover scegliere tra il candidato repubblicano Trump e la democratica Hilary Clinton e che forse preferirebbero addirittura votare per il candidato del Partito dei Verdi, Jill Stein, pur di evitare un voto forzato per la Clinton.

I sostenitori di Sanders hanno inoltre affermato che l’America necessita di un cambiamento, e che questo non può derivare dalla presidenza Clinton, dal momento che Hilary è una perfetta rappresentante di chi ha governato il paese negli ultimi trenta o quaranta anni, ed è dunque troppo legata agli interessi costituiti.

Altri ritengono che Hilary Clinton sia disonesta, poco trasparente e poco propensa ad ascoltare i bisogni degli elettori. Da parte sua Sanders è stato fischiato nel primo giorno della Convention proprio per aver invitato i suoi sostenitori a dare il proprio voto alla Clinton. Alla Convention, alcuni dei sostenitori di Sanders portavano in segno di protesta una striscia di nastro adesivo sulla bocca, con sopra la scritta “silenziato”.

Anche Michelle Obama ha parlato in favore della candidatura di Hilary. L’attuale first lady ha infatti dichiarato che, mentre Trump è impegnato a offendere un gruppo dopo l’altro, Clinton è invece in grado di comprendere che la diversità è una delle maggiori fonti di forza degli Stati Uniti.