Economia

Ernst Wolff : il disastro della politica accomodante della BCE

Ernst Wolff (al centro)

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dal portale www.blognews24ore.com

La politica accomodante della Banca centrale europea crea dei rischi per l’insieme del sistema finanziario europeo, secondo l’economista tedesco Ernst Wolff.

La BCE ha acquistato 85,1 miliardi di euro di debiti nel mese di giugno, nell’ambito del suo programma di Quantitative easing, secondo l’agenzia Bloomberg. Il programma prevede stampa di moneta per 80 miliardi di euro al mese. In questo modo, la banca centrale investe direttamente nell’economia europea, senza passare dalle banche.

Questo programma crea rischi significativi, mentre i suoi vantaggi suscitano dubbi, secondo l’esperto finanziario Ernst Wolff. A suo dire, l’iniziativa potrebbe portare a un crollo finanziario. Secondo l’analista, le politiche della BCE creano rischi seri per i paesi meno solidi della Zona euro. Al contempo, le economie più avanzate, come la Germania, ne traggono ogni vantaggio. La BCE lavora per i ricchi.

Oltre che acquistare le obbligazioni delle imprese, la BCE acquista le obbligazioni dei governi. Però, secondo le regole in vigore, la banca centrale non può acquistare obbligazioni il cui tasso è inferiore al suo tasso direttore, che attualmente è di -0,4 %. Come fa notare Wolff, la BCE infrange regolarmente questa regola :

“La BCE e altre importanti istituzioni, non seguono le regole. Il sistema finanziario è un vero caos. Tre anni fa, nessuno avrebbe immaginato che avremmo conosciuto tassi negativi o che la BCE avrebbe acquistato obbligazioni tossiche. Oggi, l’intero sistema viaggia senza regole.”

In teoria, la BCE non può acquistare le azioni delle società tedesche, ma probabilmente è implicata nelle operazioni per stabilizzare la Deutsche Bank, secondo Wolff. Simultaneamente, se la banca centrale decidesse di aggirare le regole circa l’acquisto di attivi, i leader europei dovrebbero opporsi :

“Ogni paese persegue i propri interessi. L’Italia vuole salvare le sue banche attraverso il Meccanismo europeo di stabilità, ma la Germania si oppone, perchè fornisce le garanzie finanziarie del MES. La crisi finanziaria attizza i conflitti latenti, che sono una minaccia per l’Unione europea. Attualmente, vi sono bolle che si gonfiano sui mercati delle obbligazioni, delle azioni e dell’immobiliare. La tendenza non potrà essere capovolta. Siamo alla vigilia di una grande catastrofe. In un simile contesto, un crollo economico sarebbe probabilmente seguito da un crollo dell’insieme della politica d’integrazione europea. L’Unione europea probabilmente si disintegrerà, ma è impossibile prevedere come. Il Brexit ha intensificato le tendenze nazionaliste attraverso l’Europa.”


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