“Fortezza Wasp” dal portale www.eugenio benetazzo.com
Oggi abbiamo scelto per voi questo interessante articolo, segnalatoci da Claudio Martinotti Doria. Le nostre città hanno cessato di essere vivibili? Allora noi (privilegiati) ci rintaniamo nelle nostre “aree protette”. Funzionerà? Per qualche anno, forse, sì.
Ve lo dico io si chiama autoghettizzazione, ne sanno qualcosa gli americani che l’hanno inventata e implementata prima di tutti, alla faccia quindi che il diverso è bello e piace. Dopo l’ennesimo attentato terroristico di matrice islamica in Europa, a cui ne seguiranno purtroppo molti altri ancora, dopo l’escalation di disagio popolare che molte istituzioni faticano ormai a contenere, si perde ormai il numero di sindaci che respingono alle prefetture i cosiddetti finti profughi assegnati d’ufficio ai vari comuni italiani, qualcuno inizia a guardare avanti pensando a come difendersi o come fuggire da tutto questo. Purtroppo con una nazione drogata e plagiata da questa vile deriva aberrante di stampo cattocomunista, per la maggior parte della popolazione il futuro è tutt’altro che roseo. Ci sono lettori che mi scrivono chiedendo che cosa possono fare per i loro figli: pensate prima a voi stessi ed auspicate che la vostra discendenza sia dotata di geni atti a non farsi sopraffare; il titolo di studio, tranne qualche caso isolato, non servirà a nulla, anzi magari li schiaccerà ancora più in basso a dove si trovano ora. Ma ritorniamo sui primi passi, come dicevo l’unica soluzione fai da te che si può per adesso implementare per proteggersi e per proteggere la propria famiglia è l’autoghetizzazione ossia ritirarsi a vivere all’interno di comunità residenziali chiuse dal resto del mondo.
Detta così sembra stia parlando di un altro pianeta in realtà si tratta di aree residenziali molto peculiari, riservate ad una fascia della popolazione generalmente benestante che predilige uno stile di vita in cui determinate minacce, rischi e pericoli sono completamente assenti. Tecnicamente si chiamano gated community oppure anche walled community ossia nuclei residenziali recintati e monitorati. In Italia non sono ancora presenti in misura massiva, ma basta aspettare e lo diventeranno presto. Dopo due anni di valutazioni e considerazioni personali anch’io ho scelto di andare a vivere in una struttura residenziale di questo tipo. Esistono in tutto il mondo occidentale, si va dal Messico a Cipro, dalla Spagna agli USA: rappresentano complessi urbani solitamente molto distanti dalle aree metropolitane, caratterizzati da grandi spazi verdi e vegetazione lussureggiante, molti di essi anche per ragioni di marketing sono ubicati in prossimità di aree costiere, ma mai a ridosso del mare, questo per evitare la massa, il rumore o i tipici fastidi che si hanno quando si vive a stretto contatto con persone appartenenti alle fasce economiche più basse (low class people). Queste gated community che solitamente sono costruite all’interno di grandi campi da golf sono dotate di un servizio di vigilanza e polizia privata: per entrare o uscire dalla comunità si deve passare per un check point vigilato giorno e notte in cui vengono registrati e monitorati gli accessi dei visitors ossia gli ospiti dei residenti. Ogni residence community al proprio interno è molto simile ad un piccolo paesino all’italiana, è presente tutto quello che serve per vivere senza pensieri, supermercato, pub, palestra, ogni sorta di impianto sportivo, scuola primaria, clinica medica, veterinario, boutique, wine bar, sportello bancario, edicola, parrucchiera, estetista, un ventaglio di ristoranti ed in taluni casi anche una chiesa (cappella privata).
Le auto circolano all’interno della comunità al massimo dei 30km orari ed in ogni caso vige un sistema di telecamere interno per sanzionare eventuali infrazioni, ognuno ha il proprio parcheggio numerato e coperto davanti casa sotto le fronde di qualche salice o betulla cosi che non si impazzisce a cercare un posto in cui lasciare l’auto, tutta la community si sviluppa attorno a sentieri immersi nel verde e viali per piste ciclabili o passaggi pedonali di modo che tanto persone anziane quanto bambini possono girare liberamente senza angoscia per i rispettivi genitori. Non ci sono spacciatori, violentatori, scippatori o balordi per i viali interni. Qui viene il bello che dimostra quanto l’integrazione forzata sia la più grande menzogna di questo secolo propagandata in Italia dal PD & Company: chi se lo può permettere si autoghettizza ossia si ritira a vivere in queste tipologie di enclave residenziali in cui state certi non vedrete mai islamici, asiatici, diversamente bianchi o sovietici. Tasso di criminalità interno pari allo zero per cento. Potete lasciare la vostra mountain bike da mille euro in giardino o al parcheggio del supermarket interno senza catenaccio, tanto non ve la tocca nessuno. La notte potete dormire senza serrare la porta di ingresso tanto nessuno si sogna di entrare. La vigilanza gira (con molta discrezione) armata giorno e notte, non c’è posto al mondo in cui ti puoi sentire più sicuro. Tecnicamente siete in una fortezza wasp. Questo acronimo sta per white anglo saxon protestant ed era utilizzata un tempo per indicare un cittadino statunitense discendente dei colonizzatori originari inglesi, non appartenente quindi a nessuna delle tradizionali minoranze etniche (afroamericani, ispanici o asiatici). Oggi invece è utilizzata per indicare la cultura e il modo di vita di gruppi circoscritti di persone, generalmente bianchi cristiani benestanti di origine nord europea, conoscitori della lingua inglese, stanziatisi a vivere in altri paesi da quello loro nativo. […]
di Fabio Traverso | Ci è capitato nel recente passato di soffermarci sul fenomeno della…
Francesco Pontelli - Economista - 28 Marzo 2025 Ogni delocalizzazione produttiva ha ottenuto la propria motivazione…
Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'introduzione di…
La superficie della Terra, la litosfera, è un puzzle gigante formato da 53 placche tettoniche.…
Era un torrido sabato di luglio, a Ketchum nell'Idaho, quel 1º luglio 1961. Mary Welsh,…
Oggi Francesco De Maria intervista Victoria Erokhina, di Mosca, residente a Savosa, coordinatrice dell'evento culturale TOTALNIY DIKTANT. otto…
This website uses cookies.
View Comments
Finchè dura tutto sommato una bella vita.
Finchè dura.
Ne ho sentite molte... ma questa poi… accidenti una riflessione … blindata, anzi recintata. Sarebbe come dire che la responsabilità delle disuguaglianze migratorie che stanno creando fastidi alle… colte sensibilità degli alti redditi, siano state create dai comunisti. Uella! Già sapevamo che i “rossi” mangiavano i bambini, ma che fossero in grado di gestire i disastri del capitalismo integrato… potrebbe perfino suonare come una conquista. Ma va’ là Benetazzo, raccontala giusta: le gated community esistono da secoli e si manifestano in diverse forme. Non sono un recente strumento per salvare i figli-ben-educati-nelle-ricchezze-circoscritte dalle invasioni (scatenate dalla... ricchezza circoscritta) sono sempre state il FINE: restare separati. Mai sentito il termine di apartheid? Una vecchia storia di discriminazione che sta ridiventando… tendenza.
Ne ho sentite molte... ma questa poi… accidenti una riflessione …
blindata, anzi recintata. Sarebbe come dire che le responsabilità delle
disuguaglianze migratorie che stanno creando fastidi alle… colte
sensibilità degli alti redditi, siano da imputare ai (catto)comunisti.
Uella! Già sapevamo che i “rossi” mangiavano i bambini, ma che fossero
in grado di produrre i disastri del capitalismo integrato… potrebbe
perfino suonare come una conquista. Ma va’ là Benetazzo, raccontala
giusta: le gated community esistono da secoli e si manifestano in
diverse forme. Non sono un recente strumento per salvare i
figli-ben-educati-nelle-ricchezze-circoscritte dalle invasioni
(scatenate dalla... ricchezza circoscritta), in realtà sono sempre state
il FINE: restare separati. Mai sentito il termine di apartheid? Una
vecchia storia di discriminazione che sta ridiventando… tendenza.
Se volessimo aprire il voluminoso dossier relativo alle gated community ne uscirebbe l’intera storia dell’impari lotta tra ricchezza e povertà: la storia della gerarchica stratificazione sociale, la moderna menzogna sociale. Per cui il problema non andrebbe banalizzato. Trattarlo in poche righe è già banalizzarlo. Quindi banalizzo.
I nostri guru della ricchezza «hors sol», ci parlano spesso dai "tiggi", (mondializzati e mondializzanti) con alle spalle una “voluminosa”, ricca e variegata libreria, convenientemente disordinata. Si scorge, talvolta, un scorcio d’appartamento , diciamo ben arredato, con quel gusto essenziale, quasi sacro, per le cose belle. Ci parlano da edifici situati in quartieri protetti che assumono diversi nomi: cittadelle private, quartieri gated, condominios fechados, dei barrios privados, dei country club, arrondissement chic, insomma mettiamola come volete: ci parlano da quelle fortezze della ricchezza esclusiva che non sono altro che un subdolo tentativo di abolizione dell'eterogeneità sociale, di rinuncia alla concezione civica dello spazio pubblico. Proprio perché celato agli occhi dei più è un concetto particolarmente pernicioso.
Ma lì, proprio lì, spesso vi troviamo gli zelanti predicatori della globalizzazione che ci narrano della ricchezza culturale quale nobile espressione della promiscuità sociale. That’s the Problem.