Questo articolo è “datato” (ha quasi 5 anni) ma conserva intatto il suo fascino segreto, che altro non è se non il fascino misterioso e decadente di Venezia. Ce lo offre Aymone Poletti, giovane ma già affermata artista e gallerista allo Spazio78.
Ticinolive, pur conservando la sua vocazione “generalista”, intende dedicare un’attenzione via via crescente alle Arti figurative e, più in generale, alla Cultura.
Pierre Casè ritorna ad esporre con successo a Venezia, una città che gli è stata “vicina” in un momento delicato della vita. Sono passati infatti 4 anni dall’ importante mostra nella Chiesa di San Stae ed ora, al primo piano della Scuola Grande della Misericordia (sestiere Cannaregio) viene presentata, fino al 30 ottobre 2011 una notevole esposizione intitolata “Misteri del sotoportego”, interamente dedicata ad una delle caratteristiche architettoniche tipiche della città lagunare.
Come ci spiega l’artista, questa mostra nasce dalla riflessione e dallo sviluppo dell’esposizione precedente.
Durante i sei mesi di permanenza, Pierre Casè ha conosciuto una Venezia “diversa”, a “dimensione umana”, lontana da quella apprezzata e ricercata dai turisti. I contatti con la gente, la frequentazione di ambienti popolari, gli hanno permesso un’indagine culturale e artistica più consona alla sua realtà espressiva.
Come ci dice lui stesso “Dopo aver decantato la tematica delle teste arcaiche, durante questo mio peregrinare tra campielli e calli, calpestando segni pregni di vissuto, ho scoperto qualcosa di tipicamente veneziano che mi attraeva: i sotoporteghi, passaggi coperti, porticati, aperti per comodità sotto costruzioni private che permettono di accorciare i tragitti.
Ho avuto inoltre la fortuna di trovare una riedizione del libro di Giuseppe Tassini intitolato Curiosità veneziane dove vengono descritti corti, calli, campielli, rami e i sotoporteghi con la loro storia. Tutti questi indizi mi hanno stimolato a trattare questo tema e a produrre venti sotoporteghi a mo’ di trittici.”
Un lavoro di passione e ricerca che lo ha totalmente coinvolto durante questi anni. Non potendo rappresentare tutti i 240 sotoporteghi recensiti, ne ha limitata la scelta rappresentativa a 20, … a 20 luoghi di mistero, di simboli e di leggende.
I grandi lavori esposti (di cm 200×310 ciascuno), rappresentano perfettamente la dimensione del sotoportego. Le parti laterali sono composte da lamiere di metallo ossidato in modo che ognuna presenti una colorazione diversa. La parte centrale dell’opera tratta il tema scelto.
Le tre parti sono percorse da un architrave modulare che le sostiene visivamente. La composizione dell’architrave prende un ritmo sinuoso ad onda, quale riferimento ed omaggio all’acqua, elemento fondamentale per Venezia.
Nella parte centrale, oltre alla ricerca di forma e colore, troviamo una novità nel dire artistico di Pierre Casè, ossia l’inserimento di un oggetto reale che, iconograficamente, fa pensare e riporta al soggetto del sotoportego in questione.
Egli aggiunge “ogni sotoportego accoglie anche un simbolo religioso in omaggio al pensiero vigente in quell’epoca a Venezia. Inoltre, un altro simbolo, questa volta personale, inserito in ogni opera è il filo di ferro spinato, emblema delle tragedie quotidiane della nostra società. Il filo spinato, inventato tra l’altro da uno Svizzero, è un qualche cosa che dà fastidio, che non vogliamo vedere, che va tolto, smantellato e che, nonostante la ruggine, è duro da tagliare e di conseguenza da togliere”.
A questi 20 lavori di grande formato, si accompagna anche una teoria di 100 variazioni del Sotoportego del Cristo in formato ridotto (cm 30×30), singole creazioni che riassumono, in piccolo, la complessità dei temi racchiusa nelle opere maggiori.
Il percorso espositivo dei “Misteri del Sotoportego” è inoltre arricchito da diversi interventi dello scrittore veneziano Alberto Toso Fei, che ha composto, basandosi sulla storia, sulle leggende e sulle tradizioni di Venezia, diversi scorci letterari dall’antico sapore misterioso, che coinvolgono 10 dei 20 sotoporteghi rappresentati da Casè.
Appassionato studioso di storia e costume locale, Alberto Toso Fei ha infatti finalizzato durante gli anni le sue ricerche sulla tradizione orale e sui luoghi del racconto riguardante una Venezia segreta, curiosa e misteriosa.
I testi sono presenti anche nel bel catalogo dedicato alla mostra, edito da Skira, dove vengono presentate tutte le opere esposte, accompagnate inoltre da scritti di Luciano Caprile, Maurizio Ferraris, Graziano Martignoni, Michele Fazioli e Paola Piffaretti .
Dal 2 settembre fino al 30 ottobre 2011
Pierre Casè “Misteri del sotoportego”
Scuola Grande della Misericordia
Venezia
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