Ticino

I piloti di XCAT si aspettano una gara molto veloce e su acqua piatta a Lugano

Il grande evento sportivo si avvicina

Mancano meno di tre settimane al terzo appuntamento del campionato di motonautica UIM XCAT World Series, e i team si stanno preparando all’evento che si terrà a Lugano, nelle acque dell’omonimo lago svizzero, i giorni 4 e 5 Giugno. Sarà la prima gara di sempre per gli XCAT in territorio elvetico, e dopo diverse competizioni su mare mosso negli scorsi appuntamenti, i 14 team da tutto il mondo si aspettano acqua molto più calma e una gara basata sulla velocità.

“E’ uno scenario tutto nuovo, quindi anche il setup della barca sarà completamente diverso – dice nadir Bin Hendi di Victory Team, vincitore con il compagno di equipaggio Arif Al Zaffein delle prime due gare della stagione 2016. “Speriamo di ripetere i successi di Fujairah e Dubai”.

Secondo nel mondiale con il connazionale Erik Stark, lo svedese Mikael Bengtsson è curioso di confrontarsi con un circuito inedito. “E’ una gran bella novità correre a Lugano. Speriamo sia una gara sul piatto, perché finora ancora non è successo – sia la scorsa stagione che le prime due di quest’anno. Siamo carichissimi e pronti a dire la nostra”.

Il Gran Premio di Lugano è la terza tappa del mondiale 2016 XCAT World Series. Dopo la Svizzera, il circus partirà per una lunga trasferta che porterà ad un’altra località inedita, ovvero Seul in Corea del Sud.

XCAT, abbreviazione di Extreme Catamarans, è uno degli sport motoristici più impegnativi e divertenti sull’acqua. Nelle discipline di motonautica, è il campionato con la partecipazione più ampia di piloti e nazionalità, da tutto il mondo. Il mondiale XCAT World Series ha vissuto una crescita impressionante negli ultimi tre anni, e il 2015 ha marcato nuovi traguardi con il debutto degli eventi in Portogallo e Australia. La gara di Gold Coast, in Australia, ha segnato per la Serie l’esordio nel Quinto Continente.

I catamarani in gara possono raggiungere velocità di oltre 200 Km/h, a seconda delle condizioni del mare, del tipo di circuito e delle scelte di eliche e di assetto.

I mezzi sono costruiti con tecnologie avanzate, utilizzando fibra di carbonio e altri compositi, e sono spinti da due motori fuoribordo Mercury Racing da 400 cavalli ciascuno per il nuovo modello a 4 tempi e da circa 300 per il “vecchio” 2 tempi.

Le barche sono controllate a fondo da un ufficiale della UIM (la federazione mondiale della motonautica), prima di ogni gara, per verificare che si attengano strettamente a tutte le normative di sicurezza, ambientali e sportive.

Sul fondo della barca, fra i due scafi di ogni catamarano, c’è una botola di emergenza a tenuta stagna. In caso di ribaltamento, i piloti sono in grado di uscire e i soccorritori di accedere all’abitacolo. In abitacolo su ogni barca ci sono due piloti: uno si occupa del timone e viene definito driver, l’altro dell’acceleratore (le “manette”) e si definisce throttleman. La comunicazione, verbale e gestuale, fra i due piloti in abitacolo è un fattore fondamentale. Ogni distrazione o mancanza di coordinazione può risultare in un capottamento o come minimo nella perdita di tempo prezioso sugli avversari. L’affiatamento deve essere massimo.

Ad ogni gara partecipano 14 barche, quindi dietro a chi comanda l’azione è concitata e resa molto difficile dalle scie di chi sta davanti, in termini di onde e di spruzzi d’acqua.

Ogni giro del circuito di una gara XCAT è circa di 3,2 miglia nautiche (poco meno di 6 km), e le barche devono percorrerlo per 15 giri almeno (con un massimo di 60 minuti a gara).

 

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