… e mancanza di un dog park a Lugano
Pare ovvio che i proprietari portino i loro pelosi nei posti più disparati ed è altrettanto ovvio che gli impulsi a fare il bisognino li abbiano e non avendo l’intelligenza così sviluppata come quella del l poliziotto e dei municipali di Bellinzona, alzino la zampetta e la facciano dove capiti, in particolar modo i maschietti poi la fanno dove qualche loro simile l’ha già fatta, questo per “marcare il territorio”, il che è praticamente quasi impossibile farlo desistere, che vorrebbe dire reprimere il suo istinto.
Non bisogna quindi aver studiato da poliziotto né da municipale bellinzonese per capire che se a un cane scappa lui la fa anche se il padrone non lo vorrebbe e che un posto vale l’altro, e questo non solo da oggi ma è sempre stato così. Tale politica repressiva applicata a Bellinzona sicuramente scoraggerà i proprietari di cani a frequentare il centro cittadino e sicuramente gli esercenti ne risentiranno.
Personalmente mi piaceva recarmi a Bellinzona al mercato o a fare un giro sulla golena del Ticino, in compagnia del mio cane per poi fermarmi in centro a consumare una bibita, chiaramente visto quanto accaduto ho stralciato Bellinzona dai miei itinerari in compagnia del mio cane.
Prendendo spunto da questo fatto per guardare alla mia città, Lugano, se in Ticino ci sono circa 25’000 cani nella sola Lugano ce ne sono circa 5’000, è quindi palese che fatti simili a quello di Bellinzona accadono. A Lugano però fortunatamente fino ad oggi simili episodi non sono accaduti e spero che non accadranno, lamentiamo però la mancanza di uno spazio in cui si possono lasciare liberi di correre i nostri amici a quattro zampe, un dog park.
Se ne parla ormai da anni, è pure nata un’associazione ma nulla si muove se non il fatto di tirarlo in ballo prima delle elezioni comunali poi, come si dice più a sud, “passata la festa gabbato lu santo”. La mancanza di un dog park la si sente, oramai non vi sono molte possibilità di poter passeggiare col proprio cane libero, ovunque si vada si incontra gente e chiaramente non si può pretendere che tutti non abbiano paura dei cani e quindi, chi ha del buon senso lo tiene al guinzaglio.
Vorrei però capire dove vanno a finire i soldi raccolti dal comune con la tassa sui cani, che salvo errore, degli 80 franchi pagati per cane ben 50 rimangono al comune, il che significa che per la tassa sui cani Lugano incassa ben 250’000 franchi l’anno. Togliamo pure, esagerando, 50’000 per i sacchetti rossi e spese amministrative ne rimangono ben 200’000.
Mi chiedo per quali motivi il progetto non decolla, se si pensa che l’ubicazione con tutto il territorio comunale di Lugano, con un po’ di buona volontà uno spazio adatto lo si può trovare, i costi di realizzazione sarebbero irrisori e non rappresentano un problema, e i costi di manutenzione possono essere finanziati con quanto paghiamo in tasse per i cani poiché con 200’000 franchi annui si possono stipendiare ben tre operai.
Orlando De Maria, candidato al Consiglio comunale di Lugano per l’UDC
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