Gianfranco Pardi. Opere 1968-1982
Architetture, Poeticamente
a cura di Bruno Corà
17 febbraio – 31 Marzo 2016
Inaugurazione: 17 febbraio, 18 – 20.30
Cortesi Gallery, Via Frasca 5, 6900 Lugano, Svizzera
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Cortesi Gallery è lieta di presentare a Lugano Gianfranco Pardi Opere 1968 – 1982. Architetture, Poeticamente, monografica che si promette di suggerire alcune nuove riflessioni sul lavoro dell’artista milanese.
Già nel 1967 inizia il suo rapporto con lo Studio Marconi di Milano e nel repertorio degli anni Sessanta è possibile cogliere le prime riflessioni dell’artista sull’architettura. In opere come Soffitto (1968) e Giardino pensile (1968), entrambe in mostra alla Cortesi, Pardi si concentra su luoghi definiti ma allo stesso tempo immaginari, strutture biomorfe, fusioni di costruzioni architettoniche e ambienti naturali, dettagli di una visione più pittorica che reale. La valenza simbolica è accentuata dall’uso di colori complementari, la cui luminosità risalta negli smalti su legno e alluminio.
Nei primi anni Settanta Pardi lavora a una serie di lavori al quale dà il titolo di “Architettura” e che diventerà il corpus di opere più rappresentativo del suo pensiero artistico. Sulla tela, oltre al colore, fanno la loro comparsa tiranti in acciaio e superfici metalliche, segnando il superamento del confine tra pittura e scultura.
I disegni che sono in galleria si riconducono invece al lavoro del 1977 Poeticamente abita l’uomo, titolo mutuato da un verso del poeta tedesco Friedrich Hölderlin. In questo Pardi si cimenta nel restituire, tramite immagini, il progetto di Ludwig Wittgenstein per la casa costruita a Vienna per la sorella nella seconda metà degli anni Venti. Una speculazione per immagini del pensiero del filosofo, impresa alla quale Pardi si dedicò per alcuni anni.
A completamento della mostra, una selezione di opere tra le quali Diagonale (acrilico su tela e metallo, 1978), Casa e Museo (entrambe acrilici su tela datate 1980). “ Con esse ha inizio un nuovo racconto di pittura di Pardi degli anni Ottanta” scrive sempre Corà “che d’altronde molto ancora riserva all’osservatore interessato e fiducioso delle indagini compiute dalla sua arte. Poiché, da ultimo, bisogna anche dire che Pardi ha introdotto nella pittura una serie di forme, modalità, tracciamenti e materiali che mai prima avevano avuto cittadinanza sulla tela, oltretutto con argomenti autorevolmente plausibili a sostegno dei propri gesti fondativi e, quel che è più interessante, trasformandoli poeticamente in pittura”.
La mostra è organizzata in collaborazione con Fondazione Marconi e l’Associazione Culturale Gianfranco Pardi – Archivio Gianfranco Pardi.
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