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Automobilisti come limoni – di Sinue Bernasconi, PLR

L’incipit dell’articolo è… quasi di destra. Poi, vabbè, il discorso va a finire come si poteva prevedere. A proposito, Ticinolive ha votato SÌ, ma non si scalmana più di tanto ed è pronto ad ammettere che anche gli Oppositori – molto agguerriti e molto accaniti – qualche ragione la possono avere.

Chiediamo sempre più allo Stato. Più servizi, più sussidi, più infrastrutture. Forse non ci rendiamo pienamente conto che chiedere di più allo Stato significa chiedere di più a noi stessi… e alle nostre tasche. L’impressione è che il nostro Paese si stia assumendo, nonostante la difficile situazione congiunturale, l’onere di finanziare la mobilità e il traffico merci di tutta Europa, sponsorizzando addirittura infrastrutture nella vicina Penisola.

Chi ha pagato AlpTransit? Noi. Chi va incontro – nonostante i tagli toccanti trasporti, agricoltura, formazione, ricerca, cooperazione internazionale e difesa nazionale – a un deficit strutturale di 1 miliardo di franchi per i tre anni a venire? Noi. Chi pagherà questo secondo tunnel? Noi. Chi rischia di ritrovarsi la cassa delle strade (FSTS) con un deficit cumulativo di 15 miliardi entro il 2030? La risposta è sempre noi…

Ma non temete, care e cari concittadini, Leuthard ha la soluzione anche a questo: aumentare il prezzo dei carburanti. S’inizierà con un rincaro di 6 centesimi al litro dal 2018, ossia, in media, quasi 100 franchi in più all’anno per auto (secondo le stime dell’USTRA). Non è tutto: la Ministra dei trasporti prevede un secondo ritocco al rialzo di altri 6-9 centesimi al litro a data da stabilire. E quando il prezzo del greggio tornerà a salire allora sì che saranno dolori. E per rendere più difficoltosa l’analisi eziologica di questo dolore, il Consiglio federale ha pensato bene di dilazionare l’olio di ricino in due razioni, giustificando il rincaro a tappe sostenendo che “gli automobilisti sopportano meglio diversi piccoli ritocchi che non un unico grande aumento” (cfr. messaggio FOSTRA, p. 1794). La soluzione alla voragine finanziaria a cui andiamo incontro è quindi semplicissima: metter mano alle tasche degli automobilisti… senza che se ne accorgano! Agendo diversamente da quanto previsto nel 2013, quando si proponeva al popolo, in maniera trasparente, un corposo aumento del costo della vignetta (da 40 a 100 franchi). Oggi la strategia è invece quella di agire in sordina, avvicinandosi quatti quatti ai portafogli degli automobilisti e risucchiando loro ancora più soldi. Come se gli automobilisti non fossero già spremuti a sufficienza…

Aumentando gradualmente il supplemento fiscale sugli oli minerali, Leuthard riuscirà a ridurre l’impatto negativo del Raddoppio sul fondo il cui scopo è ridurre colonne e traffico (FOSTRA). Infatti, lo scoperto mostruoso che si profila per il fondo che finanzierà il Raddoppio (FSTS), sarà tamponato dal riversamento eccezionale nello stesso dell’imposta sugli autoveicoli, la quale dovrebbe invece finanziare i potenziamenti dell’infrastruttura stradale (FOSTRA).

Riassumendo, la costruzione del secondo tunnel innescherebbe una reazione a catena che avrebbe come risultato 1) il mancato finanziamento o la procrastinazione di opere volte alla fluidificazione del traffico negli agglomerati e 2) un aumento delle entrate, tra cui l’aumento del prezzo dei carburanti. Solo considerando quest’ultima misura, il Consiglio federale prevede di aumentare i propri introiti di circa 3,6 miliardi nel periodo 2018-2030, guarda a caso proprio il costo del secondo tunnel. Un tunnel la cui sicurezza è compromessa dal traffico pesante in transito, dato che quasi il 75% delle merci che vi transitano sono soltanto di passaggio dalla Svizzera. Merci che dovrebbero, per legge (cfr. art. 84, cpv. 2 CF), essere trasportate su ferrovia. Una tipologia di traffico che causa, sia allo Stato che ai singoli cittadini, enormi costi non coperti dalla tassa sul traffico pesante. L’Ufficio federale dello sviluppo territoriale stima questi costi in poco meno di 2 miliardi all’anno. E il danno non è solo finanziario, dato che le ripercussioni sulla salute, sulla qualità di vita e sull’ambiente sono incalcolabili e, in parte, irreversibili.

Oltre al danno la beffa. Sì, perché noi, polli, quando viaggiamo nel resto del Continente ci facciamo spennare. Basti pensare al tunnel del Monte Bianco, il cui passaggio singolo, per un’automobile, costa oltre 44 euro (per un camion fin oltre 888 euro!)… Ma tu, carissima UE, non preoccuparti: la mobilità d’Europa la paga (in tutti i sensi) mamma Svizzera!

Sinue Bernasconi,
Membro Giovani liberali radicali ticinesi

Relatore

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