Sono più di 24’000 i cittadini ticinesi aventi diritto di voto che hanno sottoscritto la domanda di referendum contro l’introduzione di una tassa sui parcheggi che, secondo le indicazioni del Dipartimento del territorio, graverebbe per circa il 70% sui residenti in Ticino. Questa nuova imposta, come è definita nel messaggio al Gran Consiglio, andrebbe a carico soprattutto dei lavoratori, di chi fa la spesa in Ticino e degli abitanti delle zone periferiche del Cantone.
Gli fa eco Paolo Pamini, Gran Consigliere di AreaLiberale secondo il quale “lo Stato tenta nuovamente di mettere le mani in tasca ai ticinesi per coprire delle spese che in tutti gli altri cantoni vengono finanziati dal budget generale. Il Governo deve finalmente fare i compiti in casa prima di chiamare alla cassa, per l’ennesima volta, i cittadini”.
Dal canto suo, Gabriele Pinoja, membro del Gran Consiglio tiene a ribadire la contrarietà del Gruppo UDC a questa tassa: “che gran parte dei 60’000 frontalieri giungano uno per macchina al lavoro è un problema serio e va affrontato come si deve. Che la Tassa di collegamento non sia la soluzione lo ammette il Governo stesso quando da una parte afferma che sono appena 15’000 i posteggi per dipendenti assoggettati, di cui solo una parte è occupata dai frontalieri, e dall’altra quando dice che la gran parte della tassa la pagano i ticinesi”.
La tassa sui posteggi colpisce i cittadini secondo criteri arbitrari. Così ad esempio dovrà pagarla il dipendente che lavora in un’azienda con 50 posteggi, mentre ne è esentato quello che lavora in un’impresa più piccola. Anche i lavoratori attivi nel settore secondario, fortemente sotto pressione dal franco forte e dalla concorrenza estera, sarebbero toccati maggiormente dalla tassa poiché si trovano spesso ai margini degli agglomerati e non sono collegati dai trasporti pubblici. Nelle industrie sovente si lavora a turni, anche la sera e la notte, ciò che complica enormemente il car sharing e l’utilizzo di mezzi pubblici.
Sulle regioni periferiche mette l’accento anche Germano Mattei, Gran consigliere di Montagna Viva, secondo il quale “esentare dalla tassa le regioni periferiche è stato certamente corretto ma non tiene conto dei cittadini che vi abitano e che sono costretti a recarsi nei centri urbani per lavoro o nel tempo libero con l’automobile”, e aggiunge: in alcune valli l’offerta di trasporti pubblici non è migliorata negli ultimi anni, anzi con l’ultimo cambiamento d’orario di dicembre vi sono stati peggioramenti nel servizio e cancellazioni di corse in diverse zone periferiche. Per gli abitanti delle valli il servizio pubblico non costituisce praticamente mai un’alternativa al mezzo privato”.
In un modo o nell’altro la Tassa di collegamento colpirà tutti i cittadini ticinesi, in qualità di lavoratori, di visitatori o di clienti dei negozi. Colpirà chi oggi non paga il posteggio ma anche – questo spesso viene dimenticato – chi già lo paga. L’aumento di costi annuali per dipendente, secondo quanto permette la legge, potrà superare i 1’000 franchi all’anno.
Sotto questo aspetto non sorprende che più di 24’000 cittadini vogliano dire la loro su questa nuova tassa che non permette di raggiungere nessuno degli obiettivi per la quale viene giustificata.
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L'atteggiamento servile dell'UDC mi preoccupa sempre di più.