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Ieri a Berna la maggioranza PLR, UDC-Lega ha inferto un duro colpo ai costi sanitari ticinesi. In nome del tabù ideologico del non interventismo statale non ci saranno dal 2016 barriere all’apertura di nuovi studi medici specialistici, che naturalmente fattureranno allegramente a carico delle casse malati (qui il denaro anche se pubblico non fa schifo), le quali aumenteranno i premi. Risultato: avremo più medici esteri e dovremo erogare più sussidi alle persone che faticano a pagare tali premi.
Poi naturalmente a Bellinzona, con grande coerenza, gli stessi faranno battaglie fondamentali nel segno del “prima i nostri” e si chiederà di stringere la cinghia sui sussidi ai premi di cassa malati, magari contando sul fatto che i cittadini non si ricordino o non capiscano. Tristi storie di ordinaria incoerenza.
Manuele Bertoli
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Denaro pubblico quello delle Casse malati? Mah, fate voi. Il tapino non può non versarlo, sano o ammalato che sia, e se è fortunato per poterlo fare gli arriva un obolo. Non sa se gli verrà riconosciuta una conveniente prestazione, non tanto dal medico, ma dalla megamacchina collegata alla gestione statale della salute come una sanguisuga. D'altra parte diciamo che a non curarsi mai e a voler essere pagato per questo è il mostruoso apparato con tutte le sue emanazioni. E intanto i deficit aumentano, aumentano...
Per la prima volta devo dar ragione, dopo Bertoli, anche al ministro pipidino: “a chi dice che ci vuole libertà e nessun intervento statale, oggi il Cantone versa 300 milioni di sussidi per pagare i premi di Cassa malati”. E mi sento d’aggiugere a titolo personale: versati anche a chi sarebbe perfino contro l’avs pur d’essere… liberale. Inoltre andrei piano coll’auto-tapinarci. Il popolo non è (tutto) tapino. Epperò il pensiero unico pop-liberal-liberista (There is no alternative!) è tremendamente suadente nella sua finalità… postdemocratica, che rischiamo di ritrovarcela presto servita. O ci si prende la responsabilità di dare un nome e un volto alle cose, oppure quando ci sveglieremo del tutto intrappolati non potremo che maledirci.
Veda, signor "senzaquorum", del fatto che vi sia qualcuno che cerchi di intrappolarci ne sono convinto anch'io. E lei pensa che basti andar contro "il pensiero unico popu-liberal-liberista" per far sì che non esistano più "tapini" (metto fra virgolette perché tutto sommato non siamo ancora nelle bidonvilles) grazie a qualche rinsavimento politico e soprattutto all'intervento statale? Fa bene a dire che il Cantone paga 300 milioni di sussidi per la Cassa malati; forse ne pagherebbe di più (o più facilmente di meno) se divenissimo tutti poveri. E che vuole che faccia il popolo, magari per paura di finire sul Foglio Ufficiale? "Paga pantalone, paga". Così dice il saggio, che poi magari va un po' meno dal medico. Questo per dirle, egregio "senzaquorum", che è ben difficile che il comune cittadino faccia distinzione fra quelli "di destra" e quelli "di sinistra". Lo fa ancora qualcuno, come lei indubbiamente, e come modestamente anch'io ma senza speranza. Quando poi si tratta di andare alla posta e pagare, mi creda, quello che esce dai portafogli è visto in modo ben diverso a seconda della caratura degli attori in campo, e non sono proprio sicuro che in alto loco non ci si accorga. E quanto alla "finalità", vorrei davvero vederli, quando il sacco sarà vuoto. Rispettosi saluti.
Ad ogni generazione c´é un selezionato gruppo di idioti convinti che il fallimento del collettivismo si deve solo al fatto che non erano loro alla direzione.