dal portale www.blognews24ore.com
Il metodo studiato dal Consiglio federale per salvare questi cinque istituti (una legge non ancora entrata in vigore) si basa sull’Ordinanza della FINMA che prevede la soppressione dei debiti delle banche nei confronti dei creditori. Creditori di cui fanno parte le persone fisiche, le imprese, i fondi pensione. …
L’art. 50 di questa Ordinanza definisce “riduzione di debito” il procedimento di confisca : “In parallelo o al posto della conversione di fondi di terzi in fondi propri, la FINMA può ordinare una riduzione parziale o totale del credito. […] Le misure in caso di crisi hanno l’obiettivo di limitare gli effetti dannosi di una minaccia di insolvibilità di un istituto d’importanza sistemica e si basano sui piani generali di risanamento e di liquidazione. Il modello composto nel dibattito internazionale è quello del bail-in, ossia la conversione di fondi di terzi in fondi propri. I creditori della banca (ad eccezione dei risparmiatori protetti) sono obbligati a partecipare alle perdite dell’istituto.”
Avendo finanziato la BNS, la Banca Nazionale Svizzera, le banche Too big to fail sono in posizione di forza
Quali sono le considerazioni che portano il Consiglio federale a scegliere di sacrificare i risparmi dei clienti delle banche Too big to fail in difficoltà? La decisione sarebbe legata al massiccio finanziamento della BNS da parte di queste banche, un fatto passato sotto il silenzio dei media?
La BNS tace sull’entità delle somme, che si situerebbero attorno ai 54 miliardi di franchi alla fine del 2014 (per le sole banche UBS e Credit Suisse). Come è già stato dimostrato, la liquidità trasferita alla BNS dalle banche commerciali può essere in seguito resa redditizia attraverso operazioni speculative che vertono, in particolare, sul debito pubblico europeo. Simili operazioni possono in effetti essere concluse attraverso il sistema di traffico dei pagamenti della BNS, che conta circa 422 miliardi di franchi.
(Fonte : arretsurinfo.ch)
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