Il Fondo monetario internazionale (FMI) aveva già fatto sapere, qualche settimana fa, dell’importanza della questione del debito greco nei negoziati organizzati dai creditori della Grecia (FMI, Commissione europea, Banca centrale europea, Meccanismo europeo di stabilità finanziaria) per attuare un nuovo piano di aiuti finanziari.
L’istituzione di Washington ha ribadito il concetto venerdì 31 luglio. Coperto dall’anonimato, un alto dirigente del FMI ha assicurato che la partecipazione del Fondo ai negoziati è per ora sospesa e lo resterà se gli europei non porteranno prove concrete del loro impegno nell’alleggerire il debito di Atene.
Prima di partecipare al terzo round del piano di aiuti alla Grecia (un piano avviato nel 2010), il Fondo esige che il governo di Atene adotti un insieme sostanziale di riforme.
Dichiarazioni che giungono mentre in settimana i negoziati sono ripresi, ad Atene, tra il governo greco del primo ministro Alexis Tsipras e i rappresentanti dei creditori. Discussioni atte a finalizzare l’accordo sul nuovo prestito al paese entro il 20 agosto, data entro la quale Atene deve rimborsare alla Banca centrale europea 3.2 miliardi di euro.
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