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La diligenza per Coira? Per alcuni sarebbe un’idea! – di Andrea Censi

La mia opinione sul “popolo degli automobilisti”? Potrebbe dominare la terra ma si ritrova ad essere, in realtà, un popolo di tapini, destinato ogni giorno di più a subire una serie interminabile di angherie (ma è soltanto la mia opinione, non pretendo di convincere nessuno, fdm).

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A seguito delle posizioni prese dal presidente della Regione Mesolcina Samuele Censi, apparse sul quotidiano La Regione il 14 luglio, nelle quali ostentava un bisogno di maggior sicurezza sulle strade, nonché proponeva una limitazione della velocità sul tratto stradale fra Mesocco e San Bernardino, non si è fatta attendere la reazione di Andrea Censi, presidente del comitato ticinese per il 140 km/h in autostrada.

“Aumentare la sicurezza sulle strade della Mesolcina? Diminuire i limiti di velocità e posare dei guard rail fra Mesocco e San Bernardino? Perché non chiuderle definitivamente, ristabilire le carrozzabili e riattivare la diligenza per collegarsi a Coira?” commenta Andrea Censi. “Introdurre queste misure sarebbe un clamoroso autogol per la viabilità della valle. Raggiungere San Bernardino già oggi richiede un tempo spropositato se ne si valuta la distanza reale; qualora venisse posizionato un guard rail (ampiezza della carreggiata permettendo) si toglierebbe anche la possibilità di sorpassare quei veicoli (autocarri, camper, ecc.) che oggi raggiungono in quei tratti una velocità massima compresa fra i 40-50 km/h. Inoltre ridurre la velocità dagli attuali 100 km/h ai proposti 80 non vedo come possa aumentare la sicurezza; ricordo che il detto chi va piano, va sano e va lontano resta appunto un detto con nessuna valenza statistica.”

Continua Andrea Censi, “la regolamentazione stradale ha raggiunto [raggiunto? ampiamente superato, direi, ndR] i limiti della sopportazione, le pene sono sempre più inique e sproporzionate e i limiti di velocità per la maggior parte  obsoleti. Il diritto naturale allo spostamento dell’essere umano è sempre più limitato ed oserei dire violato. Circolare con un veicolo a motore sulle strade in Svizzera è sempre più un pericolo, non per la disgrazia d’essere coinvolto in incidenti ma bensì a causa del rischio di incappare in radar e controlli vari, cui corrispondono sanzioni ormai sempre più esagerate.”

Conclude Andrea Censi: “Ciò che più mi disturba e preoccupa, è il costante profilarsi dei politici quali paladini della sicurezza giocando sui sentimenti delle persone dopo singoli eventi disastrosi. In particolare, dopo il terribile incidente a Sufers (più unico che raro), proponendo misure restrittive senza fondamento sul tratto Mesocco-San Bernardino, invece di impegnarsi a proporre un adeguamento della velocità sul nuovo tratto autostradale in bassa valle (passato da 2 a 4 corsie) che ancora impone di circolare alla ridicola velocità di 80 km/h.”

Relatore

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