È una situazione difficile, più che preoccupante, pericolosa. Certe sparate, direi, non aiutano.
C’è chi si spinge sino ad accusare la gente che ha paura. Ma io non lo faccio, e non lo farò.
L’atteggiamento di tutti i Paesi coinvolti, tra i quali senza dubbio bisogna citare Italia, Francia, Austria e Germania, è a mio giudizio veramente indegno. Si tratta di uno spettacolo che evidenzia irresponsabilità, egoismo e mancanza di volontà di collaborare. Mentre, per fuggire alla guerra o alla ricerca di una vita migliore, sono in movimento milioni di persone, i vertici dei citati Paesi disquisiscono sulla chiave di riparto per prendersi a carico 30/50’000 migranti. Un’inezia. Un approccio vergognoso. Nessuna vera azione a sostegno dell’Italia, nessun progetto su come evitare le partenze, nessun maggiore impegno per aiutare in loco. Di fondo si pensa che chiudendo le frontiere il problema si risolva; quanta ipocrisia.
In questo contesto di immobilismo e di fallimento di un sistema di gestione coordinato a livello europeo, sottolineiamolo (!), la Svizzera agisce in maniera esattamente opposta. Nel solo 2015 è pronta ad accogliere un contingente di 3’000 rifugiati da integrare. In loco vengono investite diverse decine di milioni (50 solo per la Siria). Considerata poi la posizione geografica, il nostro sistema di controllo delle frontiere e delle domande di asilo è costantemente sotto pressione, ma risponde in maniera adeguata.
Proprio in questi mesi le Camere federali approveranno la riforma II della legge sull’asilo. Un riassetto del sistema, fortemente coordinato con i Cantoni, che permetterà di accelerare sensibilmente i tempi di procedura. Si aiuterà ancora meglio chi veramente ha bisogno e si potranno rimpatriare coloro i quali non adempiono i requisiti per ottenere rifugio. Occorre pragmatismo, non possiamo regalare a tutti una vita migliore a carico del nostro sistema sociale. Finalmente si potranno sanzionare quei Cantoni, soprattutto romandi, che oggi sono totalmente incapaci e inefficaci nei rimpatri. La riforma è molto importante, si spera che UDC e PS non facciano ostruzionismo sistematico per interessi elettorali (non sarebbe una novità).
Accanto a ció assume un ruolo centrale il lavoro alla frontiera da parte delle Guardie di confine. Occorrono rinforzi permanenti per gestire le persone in arrivo. Chiasso sarà una realtà chiave nei prossimi mesi. In quest’ottica è fondamentale essere concreti. Bisogna svolgere tutte le formalità del caso, respingere sistematicamente chi non ha diritto a rifugio e comunque garantire condizioni dignitose. Parliamo di persone umane. Gli allarmismi lanciati questa settimana ad arte da esponenti di destra (penso ad allarmi sanitari) sono altrettanto irresponsabili.
Tornando infine alla gestione europea della crisi, ci troviamo di fronte ad una nuova dimostrazione dell’attuale crisi istituzionale e sistemica del costrutto “Unione Europea”. Visioni, valori e impegno dei fondatori sono andati dimenticati. L’odierno pachiderma burocratico sforna settimanalmente regolamenti e direttive, mentre di fronte ai veri problemi non riesce a proporre soluzioni coordinate ed efficaci. Non solo in ambito migratorio, penso anche alle questioni socioeconomiche (disoccupazione, socialità). Così non può andare avanti.
Marco Romano
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Caro Romano,
spero anch'io che UDC e PS non facciano ostruzionismo sistematico per interessi elettorali e sono anche d'accordo che non sarebbe una novità.
Il Padreterno invierà qualcosa. Per molti motivi. Ma allora nessuno si lamenti.
La… Fifa. La Grecia. Le migrazioni.
Ventimiglia di guai. Seri.
E l'Enciclica.
La fotografia di quanto sia “guasto il mondo”, per dirla alla Judt.
Sì, lo so già Leopardi… sì sì, già prima di lui, c’era chi si lamentava dei malanni del mondo.
Ma dopo il botto papale… papale ri-eccoci a ri-prendere le misure col pianeta.
A dirci come stanno probabilmente le cose.
Non che prima non lo si sapesse, ma si faceva finta di nulla.
La stampa ufficiale si “dilettava” a prendere a… calci la solita Fifa.
A sostenere l’ovvietà della condanna.
Tutti a reclamare il… rigore.
Tutti col fischietto fifa-punitivo.
Eh sì, la Fifa. Il frastuono mediatico sulle cose facili facili.
Intanto… intanto il tritacarne economicistico gira impunemente.
Prende vigore nel freezer ragionativo imposto dalle catene economicistiche che imbavagliano l’informazione autoreferenziale. Troppo pericoloso anche il solo soffermarsi sulle quotidiane menzogne finalizzate al nascondimento del disastro economico mondiale. Si arrischia di diventare… comunisti e perdere… gli introiti pubblicitari.
Per la gente il trattamento deciso (per decreto finanziario) è quello dell’omissione.
L’evasione… piuttosto che aprirsi a un’operazione di verità.
Ammettere, una volta tanto la realtà delle cose, diventa impensabile.
Comunicarlo (spiegarlo) al grande pubblico perfino un’esagerazione.
Sospendere l’impostura scenografica della ricchezza per tutti: un’utopia.
Perché c’è la… fifa, la fifa di uscire dal pensiero unico.
E perdere gli introiti pubblicitari.
La crescita economica (caso mai ci fosse) non porterà necessariamente a maggior ricchezza distribuita.
Probabilmente nemmeno alla crescita occupazionale.
Quelle misurette occupazionali paraeconomiche spacciate come successi non sono altro che miseri palliativi.
Messe lì ancora una volta per prendere tempo.
Il caso greco è la metafora del disastro. Sia considerando la sua genesi, sia e soprattutto analizzando la disastrosa e inconcludente terapia somministrata ad…Ellas, dai vari dottorbalanzone dell’economimedical center europeo.
Idem la gestione migratoria. Proprio come se il tutto fosse stato affidato a una compiaciuta compagine di bricoleur.
Ma allo sbaraglio, purtroppo ci sono anche tutti quelli che (non sempre) ignari, stanno sul… titanico ponte e si sentono felici di avere ancora, per qualche tempo, il vento nei capelli.
E così nel torpore ideologico imperante ecco in solitaria, uno dei “grandi” ci rivela che qualcosa, quasi sicuramente, è stato nascosto al grande e pubblico.
E qualcuno inizia a fare delle ammissioni.
À suivre.
Non ho un'idea di chi possa essere "Streetpost", ma fa piacere sapere che ci sono altre persone che cominciano a capire che ci sono mascalzoni che vogliono fare di noi i loro zimbelli.. I nostri problemi rimangono, condensati in una frase del vecchio "kompagno" deluso e purtroppo prematuramente scomparso Avv. Ettore Ongaro, detto Lupo, una delle persone più intelligenti e colte che abbia conosciuto nella mia oramai lunga vita: "ta vedat, dutur, ul problema l'è che ghem più ul curagg da ciapà l'sciopp!". Probabilmente a quel momento sarò nella schiera dei defuntati, ma sono sicuro che quel momento verrà.