Riferisce il Caffè sugli “stati generali” del PPD a Sant’Antonino:
Un comitato straordinario, definito gli “Stati generali”, da cui la grande novità è la proposta di cambiare nome al Ppd; Partito conservatore o Partito democratico cristiano, ecco la scelta che si dovrà decidere con un prossimo sondaggio. Insomma, gli azzurri guardano al futuro pensando al passato. Con la voglia di un ritorno alle origini che animerà certamente il dibattito interno nei prossimi mesi.
“Una dirigenza influenzata dalle mode e da un sinistrismo di maniera, ha, grosso errore a mio modo di vedere, rinunciato alla qualifica di conservatore“
Un caso? Direi di sì, ma NON un caso fortuito. Certe cose aleggiano nell’aria.
Ricordo, anni Settanta, quando i democristiani “conservatori” vollero diventare popolari democratici. “Hanno fatto un colpo di mano dopo pranzo” mi disse contrariato e con la faccia scura un mio amico e collega, oregiatt di pura origine e di lungo corso.
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La cosa appare inverosimile, anche se ovviamente non irragionevole. Può darsi che il "sinistrismo di maniera", messo di fronte in modo brutale ai recenti smacchi, si sia trasformato repentinamente in un destrismo di maniera. Certo sospettando in questo modo si fa peccato. Ma si converrà che il voler essere conservatori implicherebbe di sicuro compiere una rotazione equivalente a un angolo piatto. In sociologia, ripudiando lo Stato Mamma, in economia abbracciando ogni sorta di autodeterminazione e scelta, nel mondo della formazione dando un calcio potente alle teorie egualitarie tuttora imperanti. Il catalogo (se ci riferiamo alle idee essenziali) è questo. Ticino, sei pronto?
Ticino sei pronto? Interrogativo angoscioso.
Meglio ancora (e PIÙ angoscioso): PPD sei pronto?
Certo, caro Jack. Penso come te. Ma non volevo calcare troppo la mano.