Questa persona a quanto abbiamo sentito, ha contratto matrimonio con una nostra connazionale e dopo l’espulsione verso il Marocco, suo paese d’origine, ha raggiunto la consorte in Ticino. Da qui continua la sua opera di sostegno attraverso il web e ora in TV allo Stato islamico. “Sono a favore del califfato come mussulmano” ha detto tra le altre cose nell’intervista. In studio anche l’imam di Lugano che non ha fugato i dubbi sulla reale posizione che i mussulmani da lui rappresentati hanno sul tema del terrorismo islamico. Pertanto chiediamo alle istituzioni:
Come è possibile che un cittadino marocchino espulso da un paese UE per reati contro la sicurezza dello stato possa tranquillamente ottenere un permesso di dimora nel nostro Cantone? Come è stata trattata la sua pratica? Che lavoro svolge questa persona? È monitorata la sua eventuale attività lavorativa? E ancora, può la televisione quale servizio pubblico permettersi di dare la parola a un personaggio che dichiara le sue simpatie per lo stato islamico?
Restiamo in attesa come tanti cittadini di risposte.
per Generazione giovani PPD, Gianluca Padlina, presidente
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