L’Autoritratto di Leonardo Da Vinci è un disegno a sanguigna su carta (33,5×21,6 cm), databile al 1515 circa e conservato nella Biblioteca Reale di Torino.
Nel corso dei secoli il ritratto ha subito un notevole degrado e oggi presenta un ingiallimento generalizzato e macchie marroni, il tutto a diminuire la visibilità del disegno. Un gruppo di scienziati si è riunito per determinare i fattori di questo degrado.
I cromofori sono un gruppo di atomi capaci di conferire colorazione ad una sostanza. Si trovano in determinati pigmenti e sono responsabili dell’ingiallimento della cellulosa dei documenti e delle opere d’arte. Assorbono lo spettro blu e viola della luce e disperdono largamente il colore giallo e rosso. Utilizzando metodi di spettroscopia, i ricercatori hanno potuto quantificarne il numero.
Il loro lavoro ha rivelato che il numero e il tipo di cromofori presenti nell’autoritratto di Leonardo Da Vinci sono simili a quelli trovati nei campioni di carta antica e moderna conservati in condizioni di umidità estrema o in luoghi chiusi, ha spiegato Mauro Missori, dell’istituto dei sistemi complessi di Roma.
Ora si tratta di determinare se il numero dei cromofori continuerà ad aumentare anche adesso che l’autoritratto è stato disposto in migliori condizioni. Sul dipinto sono previsti interventi regolari. La sorveglianza del numero di cromofori nei quadri diventerà forse una delle nuove tecnologie usate per analizzare e restaurare i dipinti.
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