«Uno Stato è forte e può svolgere al meglio i suoi compiti, solo quando le sue finanze sono sane. La politica di risanamento delle finanze adottata in questi anni, dove ad ogni preventivo si introducevano misure puntuali, ha dimostrato tutti i suoi limiti non riuscendo a raggiungere l’obiettivo di equilibrio finanziario». E’ questa la premessa dell’iniziativa parlamentare del gruppo PLR che chiede di introdurre nella Costituzione cantonale l’obbligo per il Gran Consiglio di verificare l’efficacia e l’efficienza in tutti i settori dello Stato. In conferenza stampa (martedì) Stefano Steiger e Bixio Caprara, primi firmatari dell’iniziativa, hanno detto che, con una spesa complessiva del personale di 1 milardo e 1,7 miliardi di contributi, si deve poter pretendere di ottenere concrete ottimizzazioni, come fatto per la Sezione Logistica. In caso di accettazione, prima del Parlamento e poi del Popolo ticinese, la proposta del gruppo PLR dovrà essere concretizzata.
La necessità e l’urgenza di proporre nuove modalità di gestione delle risorse umane, della definizione degli obiettivi da raggiungere, della verifica dei risultati e delle misure implementate di conseguenza, fanno sì che il tema del riequilibrio delle finanze cantonali debba essere affrontato urgentemente da un punto di vista sistemico con verifiche serie dell’efficacia, che permettano di appurare come sono attuati i provvedimenti del Cantone, come reagicono i destinatari, se insorgono effetti collaterali (e quali sono) e se si è raggiunto quanto ci si era prefissato. Senza voler entrare troppo nel merito dell’organizzazione di un tale sistema, il gruppo parlamentare – che ha sottoscritto unanime l’iniziativa – propone tuttavia alcuni spunti sugli aspetti ritenuti centrali che si basano su quanto promosso a livello federale (a tale proposito si fa riferimento ad esempio al rapporto del 14 giugno 2004 del gruppo di lavoro interdipartimentale «Verifica dell’efficacia») ossia:
• «I singoli dipartimenti dovranno definire le prestazioni da monitorare (a livello di Divisione, di Servizi e di Uffici) ed essere in primo luogo responsabili delle verifiche dell’efficacia e dell’efficienza, provvedendo a integrarle nella loro struttura gestionale e garantendo che il settore di loro competenza fornisca informazioni sufficienti per giudicare l’efficacia dei provvedimenti»;
• «I dipartimenti dovranno assumere un ruolo più attivo nel coordinare, sorvegliare e sostenere gli Uffici, prendendo, se del caso, i necessari provvedimenti»;
• «I dipartimenti e la cancelleria dovranno presentare i risultati delle verifiche rilevanti per le decisioni del Consiglio di Stato»;
• «Il Consiglio di Stato, in qualità di destinatario centrale dei risultati delle verifiche, stabilirà le priorità in termini di contenuto della verifica adeguata dell’efficacia e dell’efficienza, fisserà le priorità deciderà le verifiche sul piano interdipartimentale, eccetera»;
• «Nei documenti programmatici di legislatura, di pianificazione e gestione annuale, saranno inseriti i risultati delle verifiche dell’efficacia, così come nell’ambito dell’attività legislativa si dovrà tener conto dei risultati»;
• «La priorità sarà accordata alla verifica dell’efficacia di atti normativi e provvedimenti importanti (per l’economia e la società, per le finanze cantonali, i cui effetti non sono ancora chiariti o prevedibili, eccetera)»;
• «Sarà garantita un’informazione reciproca completa tra Gran Consiglio e Consiglio di Stato sulle verifiche dell’efficacia previste e sui risultati di quelle effettuate»;
• «Verranno previsti standard di qualità, allo scopo di incoraggiare lo svolgimento di verifiche dell’efficacia di alto livello e di garantire un minimo di uniformità sul piano procedurale».
Negli ultimi decenni sono state avviate numerose riforme nel settore dell’amministrazione, ma rispetto ad altri Cantoni svizzeri come Zurigo, Turgovia, Basilea Campagna, Berna, Soletta, Lucerna, Argovia, Vallese, Grigioni, Ginevra e Svitto, il Ticino è in ritardo. La Nuova Gestione Pubblica non ha una definizione specifica, e proprio per questo le singole riforme sono impostate in modo molto differenziato (si veda il riquadro in colonna). Nonostante ciò queste riforme hanno degli obiettivi comuni: «la Trasparenza», sostenuta soprattutto attraverso delle riforme della contabilità, che fa anche sì che le risorse finanziarie vengano assegnate in base agli obiettivi, separando la politica, che stabilisce gli obiettivi strategici, dall’amministrazione, che invece è responsabile della loro esecuzione; «L’orientamento verso i risultati», che comporta l’utilizzo di uno strumento che permetta di controllare l’adempimento efficace dei compiti; «L’orientamento verso i cittadini e il mercato», che può essere migliorato grazie alla decentralizzazione e alla delega della responsabilità; e la «Flessibilità», che permette ai dirigenti dell’amministrazione di impiegare al meglio le risorse per svolgere gli incarichi e permette loro di reagire tempestivamente e in maniera efficiente alle nuove esigenze.
Iara de Carvalho
(pubblicato su Opinione Liberale, riproposto con il consenso della testata)
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