Il mio pensiero di questa sera – nella ventiquattresima ora della giornata, dopo una dura partita di bridge (campionato) che mi ha stancato – è un pensiero malinconico e triste. Ricordo una bella ragazza bionda, intelligente, venuta da lontano. Una volta mi disse: “Il mio nome significa ambra“. Un’altra volta mi porse degli auricolari e mi interrogò: “Questa è la mia canzone, le piace?”
L’ho incontrata ancora alcuni mesi fa. Ero al Mary e, tutto solo, mi facevo uno spuntino di pizza alle due del pomeriggio. Sulla pagina del mio calepino allineavo le domande per una intervista: qualche politico sicuramente, di destra di sinistra o di centro. Mi van bene tutti, anche se non li metto, tutti, “sullo stesso piano”.
Mi vide, si alzò e venne da me con alcune parole gentili. La riconobbi immediatamente. Era lei.
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