Ho assistito ieri al Congresso e ho ascoltato attentamente i discorsi, in particolare quelli dei cinque candidati al governo: Antonini Farinelli Micocci Pini Vitta (ordine alfabetico). Dopo il discorso di Christian “Harry Potter” Vitta sono partito, non per disinteresse ma a causa di un pressante impegno.
In giro (non dico al Congresso) se ne sentono di tutti i colori ma è chiaro che a cinque mesi abbondanti dalla votazione i giochi non sono fatti. La Lega conferma (2). Il PLR recupera certissimamente (2). Il PPD ha una lista formidabile, Beltra-Regazzi (2). Il PS si adagia su Bertoli (1). Savoia porta i Verdi in governo (1). “La Destra” con la forza della sua nuova alleanza (per la prima volta in vita sua) vince, Pinoja dixit (1). Totale: 9
— Massiccia la presenza di militanti, notevole il colpo d’occhio sulla sala, in certi momenti immersa in una semi-oscurità da night club (nessun cattivo pensiero). Il Partito, nonostante anni di amara decadenza, ha conservato una struttura, che può essersi indebolita ma non si è dissolta. Un Partito che ha incarnato lo Stato e il Potere per molti decenni non diventa di colpo un guscio vuoto.
— I candidati (nessuno di loro è un grande oratore, Demostene era in un altro film) hanno parlato tutti bene, con prudenza e discrezione, e ciò va senz’altro lodato. [Bazzi assegna loro voti che vanno da un minimo di 7,2 (su 10) a 7,8. Forse per accontentare un po’ tutti, il leader di LiberaTV (ma anche Leoni è bravo) sta diventando molto accomodante verso l’ex partitone. E tutti sempre a rimproverargli di essere filo-leghista…]
— Soprattutto sono state evitate quelle interminabili geremiadi anti-Lega, che alla fine risultavano veramente esasperanti e rivelavano più che altro una futile frustrazione [con la parziale eccezione di Pini, il quale non ha resistito alla tentazione di tuonare contro l’ “antipolitica”: i politici non sono necessariamente dei delinquenti, ecc. ecc.; glielo concediamo volentieri]
— la buona organizzazione, e non solo del Congresso: in questo si rivelano le doti dell’imprenditore Cattaneo;
— la sensazione che i “poteri forti” (nulla più di un feeling, la vendo per quello che è) non abbiano, nonostante tutto, abbandonato il Partito.
Due parole sui discorsi dei candidati.
ANTONINI “Il fenomeno dei flussi migratori ha preso una strada diversa da quella di chi cerca rifugio per sfuggire a situazioni di pericolo”. Si può dire una cosa del genere? Certo che NO, non è politicamente corretta. Cioè, si può dire perché l’ha detta Antonini. Bravo comandante.
FARINELLI Parla con eleganza e con sicurezza, è piaciuto. La cosa più tremenda che ha scritto (in altra occasione, e sempre che io ricordi bene): “Il mio mestiere è la politica”. Da film dell’orrore. Per una dichiarazione del genere meriteresti di arrivare ultimo. Ma sei stato bravo, Bazzi ti ha dato 7,8. Il voto più alto. Ottimo Alex.
MICOCCI Offre un discorso combattivo. Il Ticino al bivio (ma le due strade sono sempre quelle, qui la fantasia non serve). Si potrebbe obiettare: al bivio 2011 seguirà un bivio 2015? No alla demonizzazione della ricchezza (spero che Gendotti non riesca a farle cambiare idea, lui è abilissimo).
PINI Probabilmente il discorso più breve. Ho trovato bello e commovente il suo omaggio alla giovane sposa (la mia ex alunna Angela).
VITTA Solido, istituzionale, un po’ statico. Attualità degli antichi valori. Ben detto, Christian! Una domanda carogna per mettere in difficoltà il sindaco di Sant’Antonino? “Chi/che cosa ha fatto sì che quei valori NON vincessero più?” È una domanda veramente bastarda, ti fa perdere automaticamente. Perché, anche se sai la risposta, non la puoi dire!
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