Asia Bibi non è molto conosciuta. Lo è molto meno della giovane Malala, pachistana come lei, che ha ricevuto il Premio Nobel 2014 per la Pace, dopo essere stata vittima dei talebani che l’accusavano di parlare a favore della scolarizzazione delle bambine del suo paese.
Il crimine di Asia Bibi, pachistana di religione cristiana e madre di cinque figli, è molto più grave. L’Alta corte di Lahore ha confermato la sua condanna a morte per aver pronunciato parole blasfeme su Maometto, il profeta dell’Islam.
Un giorno che si trovava al pozzo del suo villaggio, alcune donne musulmane le avevano impedito di raccogliere l’acqua, in quanto la presenza di un’infidele avrebbe inquinato il prezioso liquido. Asia aveva protestato e – stando alle accuse – nella sua collera avrebbe detto parole offensive su Maometto.
Le sue parole erano state riportate alle autorità e la donna era stata imprigionata, processata e condannata a morte. Malgrado le speranze di un ricorso favorevole, la condanna è stata confermata.
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