L’Ufficio Presidenziale del PLR Lugano aveva deplorato la poca sensibilità politica dell’imprenditore Davide Enderlin junior, scarcerato da Marassi, liberato dai domiciliari e provvisoriamente accasato a Como, “il quale, con scarso senso di responsabilità nei confronti del partito e degli elettori, mostrava di non voler compiere un gesto di ragionevole consapevolezza che, date le circostanze, sarebbe stato obiettivamente dovuto”.
Queste parole abbastanza dure scritte dalla presidente della sezione luganese Giovanna Viscardi hanno indotto il consigliere comunale PLR a lasciare il partito (senza per il momento lasciare il legislativo). “Se pensano che io sia un bugiardo, non voglio più avere a che fare con loro”, pare abbia esclamato.
(commento, fdm) Da un lato abbiamo un uomo che proclama la sua innocenza, dall’altra abbiamo un partito comprensibilmente imbarazzato, che ne avrebbe gradito le dimissioni. Sono tempi procellosi e grami, ce n’è per tutti e, com’è ovvio in politica, ognuno s’ingegna a sfruttare al massimo ciò che si ritrova in mano contro l’altro. È un gioco al massacro, assai duro? Sì, ma da tempo immemorabile le regole son quelle.
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