Il tiro di un missile di Hamas a prossimità dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele, martedì 22 luglio, ha portato diverse compagnie aeree a prendere una misura storica : la sospensione per motivi di sicurezza e sino a nuovo ordine dei voli a destinazione della città.
Alcune compagnie hanno sospeso i voli verso l’intero territorio israeliano.
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu parla di “prudenza eccessiva” e martedì ha chiesto al Segretario di Stato americano John Kerry, che si trova al Cairo per cercare di negoziare un cessate il fuoco, di fare pressione per ristabilire i voli verso Israele.
La decisione sarà “valutata nelle prossime 24 ore” ha risposto Kerry. Una decisione che comunque spetta alle singole compagnie aeree.
Non si tratta di un eccesso di prudenza come sostiene il governo israeliano, commenta l’ex pilota francese Jean Serrat.
Da tempo Serrat avverte il pericolo della zona e approva la decisione sensata delle compagnie aeree : “Qualche giorno fa si rimproverava alle compagnie aeree di avere ignorato il pericolo di volare sopra la parte est dell’Ucraina. Sorvolare a bassa altitudine la Striscia di Gaza in questo momento non sarebbe molto ragionevole.”
I rischi sono dati soprattutto dall’altitudine limitata degli aerei che sorvolano la Striscia di Gaza decollando o arrivando a Tel Aviv, un’altitudine di volo non superiore ai 3’000 metri. Il che significa che anche un missile portato su una spalla permetterebbe di abbattere un aereo.
(Fonte : rfi.fr)
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