3’945 intercettazioni telefoniche o letture di e-mail sono state condotte nel 2013, il 22% in più rispetto al 2012.
Il Dipartimento di giustizia e polizia ritiene giustificata la conservazione dei dati d’ascolto da parte degli operatori, in quanto possono essere utili per risolvere dei crimini o per trovare persone scomparse.
Per risolvere dei crimini, la polizia deve poter usufruire dei dati relativi alle intercettazioni telefoniche o alle e-mail; è nell’interesse pubblico. La Confederazione respinge la richiesta del gruppo “Società numerica Svizzera” la quale chiedeva di vietare ai fornitori di servizi di telecomunicazione la registrazione dei dati dei clienti.
Il diritto in vigore obbliga gli operatori a conservare per 6 mesi i dati secondari dei loro clienti, il che permette di identificare gli utenti, la data e il mezzo di comunicazione.
Il contenuto delle conversazioni non è registrato, spiega il Servizio di sorveglianza della corrispondenza via posta e telecomunicazione. Queste informazioni possono contribuire a ricostituire un comportamento punibile oppure a localizzare persone scomparse.
La “Società numerica Svizzera” ha annunciato che intende fare ricorso contro la decisione presso il Tribunale amministrativo federale.
(Fonte : rts.ch)