Titolo originale: “Pagliacci di maggioranza relativa”
Riprendiamo, con il consenso della testata, l’articolo che oggi OPINIONE LIBERALE pubblica in prima pagina. Osserviamo che:
— Il partito, dopo anni di “mansuetudine” si è deciso ad assumere una notevole “aggressività comunicativa”
— La linea, pressoché obbligata, da qui all’aprile 2015 sarà: battere spietatamente sul doppio gioco (tutto-e-il-contrario-di-tutto) abilmente gestito dalla Lega e squalificarne il governo di maggioranza relativa
— Questa politica del “doppio binario”, che alla Lega ha portato vantaggi immensi e che sembra addirittura essersi acuita negli ultimi tempi, toccando livelli di esasperazione – si pensi alla distanza che intercorre tra il Sindaco e lo “zoccolo duro” leghista; ve l’immaginate Borradori che fa il referendum contro l’Expo? – potrebbe, alla fin fine, ritorcersi contro di essa. Come recita un (trito ma saggio) proverbio: il troppo stroppia.
— Il PLR – non lo dico da nemico – in questi anni ha commesso errori giganteschi, per i quali ha pagato un prezzo che può sembrare esorbitante ma che, in realtà, è giusto. Guai se non si pagasse un prezzo adeguato per l’errore!
L’ultimo esempio è il credito dell’EXPO: Gobbi è favorevole Zali è contrario (come sulla riforma dei sussidi di cassa malati, come sul freno ai disavanzi). Il Governo ha pasticciato su questo dossier e ora cerca di metterci una pezza per evitare di perdere un’occasione irripetibile per il Ticino. Il gruppo leghista in Gran Consiglio, con una sceneggiata indegna anche per una commedia napoletana di quart’ordine, abbandona la sala lunedì a inizio seduta. Secondo Caverzasio, la decisione del Governo, sarebbe un colpo di Stato.
Ma per favore! Male hanno fatto gli altri partiti a proseguire con l’ordine del giorno che verteva sul consuntivo 2013. Ma come: si discute dell’operato del Governo (il consuntivo), e il partito di maggioranza manco è presente in parlamento? Si sarebbe dovuto lasciare l’aula mostrando ai ticinesi come chi è stato scelto per governare se ne freghi fondamentalmente della fiducia che gli è stata consegnata.
Continuare a reggere la coda a questa maggioranza non fa progredire il paese, anzi purtroppo ha l’effetto di arrestarlo, lasciando l’incombenza di risolvere i problemi al «partitume». Eh no, troppo comodo. Di questo quadriennio si ricorderanno, purtroppo, solo sceneggiate patetiche di un movimento che non ha più la sua guida e non sa bene più cosa fare. Insomma nel «circo» della politica abbiamo capito chi ricopre il ruolo del pagliaccio. Purtroppo di maggioranza relativa.
Editoriale non firmato di Opinione Liberale
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