Un saluto nazista non è passabile di condanna se lo scopo è unicamente quello di mostrare le proprie convinzioni. Lo ha deciso il Tribunale federale.
Un neonazista aveva teso il braccio nel saluto nazista durante le manifestazioni dell’estrema destra al Grütli nel 2010.
Era stato condannato dalla giustizia del canton Uri a una pena pecuniaria di alcune centinaia di franchi per discriminazione razziale.
In ultima istanza il Tribunale federale ha annullato la condanna, ricordando che una discriminazione razziale implica la propagazione di un’ideologia razzista.
Invece l’uomo non aveva agito per propaganda o per influenzare il comportamento delle altre persone presenti, ma unicamente per esprimere le sue convinzioni personali.
Su questo punto la decisione del Tribunale federale si allinea a quella del Consiglio federale, che si era espresso in questo senso in un rapporto del 30 giugno 2010 circa la classificazione di una mozione che chiedeva il divieto dell’utilizzo pubblico di simboli razzisti.