La crisi che si sta svolgendo alle porte dell’Europa occidentale è ansiogena : in qualsiasi momento possiamo essere interrogati nell’ambito di una discussione geopolitica sul conflitto ucraino, sul ruolo della repubblica autonoma della Crimea e sulle ambizioni espansionistiche russe.
Potremmo essere in diversi a non sapere cosa dire.
Sul portale blogs.spectator.co.uk, Freddy Gray ha pensato bene di redigere una decina di frasi a effetto per far credere che si conosce a fondo la questione ucraina.
L’idea è di appropriarsi di qualche spunto di analisi rimanendo sul vago (se del caso allontanandosi subito dopo aver pronunciato la frase, per evitare che a qualcuno venga in mente di chiederci maggiori spiegazioni).
Ad esempio :
“Nell’attuale mondo multipolare è troppo semplice pensare in termini di Est contro Occidente.”
Restando ancor più sul vago : “Assistiamo al ritorno della geografia.”
Per mostrare che abbiamo una visione d’insieme e non ci focalizziamo sul conflitto locale, possiamo dire : “Sebastopoli ha un’importanza strategica per Putin, soprattutto a causa della situazione in Siria.”
I confronti storici vanno maneggiati con cautela, ma si possono tentare parallelismi con Hitler e i Sudeti, l’Anschluss, Stalin e i Tartari oppure Gengis Khan.
Si può anche dire “Di fronte allo scatenarsi delle forze etnico-nazionaliste è meglio restare cauti.”
Altri temi che si possono affrontare senza rischiare di essere ripresi è la complessità del mercato energetico (“tutto questo avrà ovvie ripercussioni sul mercato energetico russo”) o le specificità della visione del mondo ortodosso : “Gli ortodossi vedono tutto questo in modo diverso”. L’accennare con naturalezza al Patriarcato di Mosca disorienterà gli interlocutori, che probabilmente ne sapranno invece ben poco.
E ovviamente la frase che non può mancare : “Stiamo parlando di una potenziale Terza guerra mondiale!”
(Fonte : Slate.fr)