Categories: Democrazia attiva

Quale futuro per la linea del Gottardo? – Interrogazione di Franco Celio

Il quotidiano “La Regione Ticino”, nella sua edizione del 14 febbraio, riferisce che la “Schweizerische Südostbahn”, compagnia ferroviaria privata con sede a San Gallo, ha presentato un progetto di gestione dell’attuale linea ferroviaria del San Gottardo, dal momento in cui questa verrà “abbondonata” a causa dell’entrata in funzione della galleria “di base” tra Bodio e Amsteg.

Stando al citato articolo detto progetto, comprendente pure uno studio sull’impatto turistico, sarebbe più interessante di quello presentato al medesimo scopo dalle FFS. Analogamente a queste ultime, anche la Südostbahn prevede fermate ad Airolo, Ambrì-Piotta, Faido, Lavorgo, Biasca, Bellinzona e Lugano, con la medesima cadenza oraria.

In più, prevederebbe però anche convogli finalizzati ad attirare i turisti, ad es. mediante l’uso del colore rosso (che richiama note linee montane), nonché “vani passeggeri” aperti, ampie porte e grandi superfici finestrate per consentire di ammirare il panorama, con spazi appositi per i bagagli e le attrezzature sportive, così come una zona ristoro con la possibilità di offrire anche dei prodotti locali, connessione a Internet, proposte per i bambini e offerte combinate con altre attività turistiche. Inoltre verrebbe pure reintrodotta la figura del capotreno, così da fornire informazioni utili sui trasporti e sulla regione in generale.

Il costo stimato sarebbe di circa 33 milioni di franchi all’anno, di cui circa 10 coperti dagli introiti, mentre il resto dovrebbe venir finanziato da Comuni, Cantone e Confederazione.

Il sottoscritto deputato chiede pertanto al Consiglio di Stato:

  1. è a conoscenza del progetto citato? Se sì, che giudizio ne dà?
  2. il Cantone è stato coinvolto nella sua elaborazione?
  3. qual è la posizione del Governo su un’eventuale partecipazione (anche finanziaria) del Cantone alla sua realizzazione?

  4. non ritiene che le Ferrovie Federali, con tutti i benefici che hanno tratto dalla linea gottardista sull’arco di oltre un secolo, avrebbero l’obbligo, perlomeno morale, di gestire anche in futuro la “vecchia” linea senza pretendere sovvenzioni dagli enti pubblici?

Franco Celio, deputato PLR in Gran Consiglio

Relatore

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