Questi acronimi, largamente ripresi dalla stampa economica mondiale, sono il frutto dell’immaginazione dei banchieri anglosassoni e di quelli del colosso bancario americano Goldman Sachs.
BRIC
Brasile, Russia, India e Cina
Inventato nel 2001 da Jim O’Neil, analista presso Goldman Sachs, per designare i principali paesi emergenti, quelli che nel 2050 dovrebbero dominare il mondo.
Nel 2011, durante il G20 di Parigi, è stata aggiunta la S di Sud Africa.
The Fragile Five (i cinque fragili)
Brasile, India, Indonesia, Sud Africa e Turchia
Inventato nel 2013 da James Lord, analista presso la banca americana Morgan Stanley, esprime le inquietudini dei mercati di fronte ai paesi emergenti che da un anno si sono messi a sussultare politicamente e economicamente.
PIGS (i maiali)
Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna
Dalla connotazione chiaramente spregiativa, nel 2011 è stato coniato per designare i paesi più deboli della Zona euro. In seguito la I di Irlanda è passata a designare l’Italia.
BURK
Termine inventato da una banca russa per indicare l’unione fra la Bielorussia, l’Ucraina, la Russia e il Kazakistan. La crisi a Kiev lo ha definitivamente sepolto.
GREXIT
Sta per Greek exit (l’eventuale uscita della Grecia dalla Zona euro).
CIVETS
Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sud Africa. Inventato nel 2010 per designare i campioni di domani, non ha resistito alle crisi sociali e alle primavere arabe.
(Fonte : Challenges.fr)
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