Tommy, uno scimpanzé di 26 anni, è solo un “oggetto”, come afferma il suo statuto di fronte alla legge americana?
Tre giudici hanno rifiutato di rispondere alla domanda, respingendo martedì 10 dicembre la richiesta presentata da un’associazione per la difesa degli animali, che chiedeva che gli scimpanzé fossero riconosciuti “legalmente come delle persone”.
L’associazione americana “Nonhuman Rights Project” che dal 2007 si batte per dare diritti agli animali, voleva far valere l’ordinanza di Habeas corpus per quattro scimpanzé. In virtù di questa legge britannica, ripresa dalla Costituzione americana, nessuno può essere tenuto in prigione senza processo.
Una legislazione che vale anche per gli scimpanzé, secondo l’associazione, che reclama “libertà di movimento” per i quattro animali, che attualmente vivono in condizioni di disagio (due di loro si trovano in un centro di ricerca, un terzo in una gabbia e il quarto presso un privato), così come il loro trasferimento in uno dei rifugi dell’Alleanza dei santuari per i primati dell’America del nord.
Invece i tre giudici hanno giudicato la richiesta irricevibile, perchè l’Habeas corpus non vale per gli animali.
L’associazione ha ribadito la sua determinazione nel proseguire la lotta in appello : “La lotta affinchè lo statuto di persona sia riconosciuto per un animale tanto complesso quale è lo scimpanzé è appena iniziata – ha reagito l’avvocato Steven Wise, presidente della ONG.
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