Continuano le critiche alla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf per le sue dichiarazioni sui fondi propri delle grandi banche.
Martin Janssen, professore emerito di finanza all’Università di Zurigo, si mostra critico verso le dichiarazioni della Consigliera federale riguardo ai fondi propri delle banche : “Come ministro delle finanze non avrei mai parlato in quel modo. Non possiamo escludere che le dichiarazioni di Widmer-Schlumpf abbiano contribuito in maniera significativa ai forti cali delle azioni delle grandi banche, che si sono prodotti il giorno dopo alla Borsa svizzera.
I titoli UBS e Credit Suisse lunedì scorso avevano perso rispettivamente 5,3% e 6,7%. Il calo del corso è stato da più parti attribuito alle parole di Widmer-Schlumpf.
“Una parte delle perdite è stata recuperata – rileva Martin Janssen – Si può tuttavia supporre che azionisti individuali abbiano perso molti soldi.”
Lo scorso fine settimana Eveline Widmer-Schlumpf aveva dichiarato che la soglia di capitale proprio del 4,5% chiesto alle grandi banche entro il 2019 potrebbe essere troppo basso. A suo dire sarebbe più sicuro un tasso dal 6% al 10%.
Venerdì scorso in conferenza stampa il presidente della Banca nazionale svizzera Thomas Jordan aveva dichiarato che le banche devono migliorare il loro rapporto di indebitamento (la leva finanziaria, il rapporto tra il capitale netto e il totale delle attività. Più è alta la leva più la banca in questione opera non usando capitali propri, tenendo quindi un maggior profilo di rischio), dando così prova di un’accresciuta trasparenza nel calcolo degli attivi ponderati come rischi.
Nel 2015 verrà esaminata la situazione del settore bancario svizzero. Sarà allora il momento di vedere se gli obiettivi definiti dalla regolamentazione “Too big to fail” saranno stati raggiunti, commenta Thomas Jordan.