Dal 1. ottobre, per il mancato accordo sul bilancio negli Stati Uniti vige lo shutdwon, ossia la chiusura di gran parte delle amministrazioni e delle agenzie federali. Tutti i servizi pubblici ritenuti “non essenziali” terranno le saracinesche abbassate fino a quando si sbloccheranno le trattative fra democratici e repubblicani.

Fra gli enti che fanno capo dal budget dell’Unione c’è anche la Nasa, l’Agenzia spaziale statunitense, che in una situazione senza precedenti, ha momentaneamente chiuso i battenti: “A causa del ritardo nei finanziamenti del governo federale, il sito internet non è disponibile. Ci scusiamo per l’inconveniente”.

Degli 800’000 dipendenti rimasti a casa in tutto il paese, senza salario e a tempo indeterminato, ve ne sono quasi 18’000 che fanno capo alla Nasa, dove ne rimangono in attività solo 600.
Questi 600 collaboratori sono incaricati di curare le missioni spaziali in corso, le quali non possono ovviamente essere lasciate in sospeso.

Oltre a sorvegliare gli astronauti attualmente sulla Stazione spaziale internazionale, queste poche centinaia di impiegati devono sorvegliare buona parte dei satelliti da cui dipendono le comunicazioni e le trasmissioni mondiali, i rover in movimento su Marte, Curiosity e Opportunity, i telescopi spaziali Hubble e Spitzer e la sonda Voyager 1, che sta procedendo spedita nello Spazio interstellare a 19’000 miliardi di chilometri dal Sole.

(Fonte : La Repubblica.it)