Gli investitori si fidano talmente tanto dell’aumento del tetto del debito negli Stati Uniti, che minimizzano il rischio che il governo statunitense non sia capace di onorare i suoi impegni.
Oggi però il blocco politico sembra poter condurre al default di pagamento degli Stati Uniti, una situazione tanto assurda quanto difficile da immaginare.
Diversi responsabili dei fronti democratico e repubblicano non nascondono il timore di vedere il Tesoro obbligato a gestire una situazione di default già a partire da ottobre.
Fra i principali motivi di preoccupazione figura la volontà degli eletti repubblicani di ottenere dei tagli nelle spese pubbliche in cambio dell’innalzamento del tetto del debito del paese, attualmente fissato a 16’700 miliardi di dollari.
Il governo di Barack Obama ha operato tagli in quasi tutti i settori di bilancio, ad eccezione di quello delle prestazioni sociali. Per andare oltre, il Congresso dovrebbe votare la riduzione delle pensioni o l’assicurazione malattia degli anziani, misure estremamente impopolari.
“Le condizioni per giungere a un accordo si fanno rare – commenta Tony Fratto, un portavoce della Casa Bianca durante la presidenza di George Bush – Le uniche opzioni in campo sono difficili.”
In questi giorni il Congresso ha dibattuto soprattutto sulle condizioni che permetterebbero di evitare la chiusura della maggior parte delle amministrazioni federali quando – il 17 ottobre – non vi saranno più fondi a disposizione del governo e le capacità di prestito saranno esaurite.
Nemmeno il Segretario del Tesoro, Jack Lew, il cui ruolo consiste generalmente nel cercare di dare fiducia a Wall Street, nasconde più la sua preoccupazione.
Jack Lew fa bene a essere preoccupato, commenta Steve Bell, analista del Bipartisan Policy Center, prevedendo che lo Stato federale sarà incapace di rimborsare i debiti in scadenza fra il 18 ottobre e il 5 novembre.
Bell, ex direttore dell’ufficio della commissione di bilancio del Senato, non è mai stato tanto preoccupato dalla prospettiva di un default di pagamento del paese, default che annienterebbe la fiducia nel sistema economico americano, farebbe vertiginosamente salire i costi del credito e negli Stati Uniti la crisi si farebbe ancora più grave di quanto già non sia oggi.
Gli investitori invece non sono preoccupati e considerano minimo il rischio di un default : sul mercato dei “credit default swaps” (CDS), assicurare 10 milioni di dollari di debito sovrano americano a 5 anni costa solo 28mila dollari.
Un livello certamente in rialzo negli ultimi giorni, ma ben lontano dal massimo di 63mila dollari raggiunto nel luglio 2011.
Jack Lew a ritiene che la fiducia degli investitori nella possibilità di un accordo sul tetto del debito sia più alta di quanto dovrebbe.
Concerto live di Tananai per la prima volta a Lugano organizzato dalla Horang Music Ieri 4 Aprile al…
La domanda è provocatoria, e ci sta! Ma prima di tutto, va chiarito un punto…
Liliane Tami | Un archetipo è una forma originaria, un modello primigenio che rappresenta una…
Abbiamo visitato ieri, con vivo interesse, la nuova galleria "Absolute Art", inaugurata nello scorso ottobre…
Dalla "Saggezza di padre Brown" Un Duca bizzarro, rintanato nel suo avito castello sperduto nelle…
Donde viene la maledizione di Tutankhamon? La calura non era clemente, in quel giorno di…
This website uses cookies.