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Armi chimiche in Siria. Gli esperti scettici sull’accordo USA-Russia

Accolto positivamente dalla comunità internazionale, l’accordo fra americani e russi sulle armi chimiche siriane non entusiasma gli esperti, che si interrogano sulle condizioni della sua applicazione.

“Non credo alla distruzione dell’arsenale chimico siriano entro pochi mesi – commenta Olivier Lepick, specialista della fondazione per la ricerca strategica, la cui sede si trova a Parigi.

“E’ pura fantasia – prosegue – In una situazione di pace sarebbero necessari anni. La Siria, un paese in guerra, non ha alcuna infrastruttura per distruggere le sue armi chimiche. Si deve costruire una fabbrica, costerebbe milioni di dollari.
Nemmeno gli Stati Uniti e la Russia hanno finito di distruggere i propri stock di armi chimiche e hanno speso miliardi di dollari per essere conformi alla convenzione d’interdizione del 1993.

Washington e Mosca valutano che lo stock siriano di queste armi sia di 1’000 tonnellate. Il regime di Damasco ha una settimana di tempo per consegnare la lista completa.
In novembre gli ispettori delle Nazioni Unite si recheranno in Siria per controllare lo smantellamento, secondo l’accordo concluso giovedì scorso a Ginevra dai capi della diplomazia americana e russa, John Kerry e Sergueï Lavrov.

Artigiani dell’accordo di Ginevra, Stati Uniti e Russia non sono in grado di gestire le scadenze previste, afferma l’esperto in armi chimiche Jean-Pascal Zanders. A suo dire le decisioni verranno prese direttamente dall’Organizzazione per l’interdizione delle armi chimiche, l’OIAC, il cui consiglio esecutivo si riunirà settimana prossima.
“Questo consiglio è l’unico a poter prendere delle decisioni. Stati Uniti e Russia rappresentano solo una voce ciascuno fra i suoi 41 membri. Non sarei sorpreso se non vi fosse consenso decisionale – prosegue Zanders. Di recente la Siria ha annunciato che intende aderire all’OIAC.

La costituzione di una squadra di ispettori competenti non sarà facile. Lo sostiene David Kay, ex-responsabile dell’ispezione delle armi in Iraq al momento dell’intervento americano del 2003 : “Si devono trovare persone che capiscono la fabbricazione delle armi chimiche e il loro disarmo. Francamente, dopo la mia esperienza in Iraq posso dire che non saranno molti coloro che accetteranno di andare nelle zone dei combattimenti.”

Sul terreno come distruggere gli stock di armi chimiche siriane?
“Vi sono due metodi principali, spiega Olivier Lepick : bruciarle oppure mischiare acqua agli agenti chimici ad alta temperatura.
La Siria ha una frontiera con un paese che non ha ratificato questa convenzione, entrata in vigore nel 1997, ma si tratta di Israele, nemico giurato di Damasco, dove un trasferimento non è prevedibile per evidenti ragioni politiche … L’accordo di Ginevra è un accordo diplomatico che preserva gli interessi di russi e americani.”

(Le Monde.fr)

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Redazione

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