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Questi potenti e misteriosi signori del Club Bilderberg

Il Club Bilderberg : gruppo ultra mondano o confraternita d’influenza planetaria? Dal 6 al 9 giugno i suoi membri si riuniscono, per la loro conferenza annuale, in un albergo nei pressi di Londra. Come funziona questo gruppo, del quale da tre anni viene resa nota la lista dei membri? Ha davvero il potere che gli viene attribuito?

Il quotidiano francese “Le Nouvel Observateur” ha interrogato una trentina di personalità francesi e straniere che hanno partecipato ai lavori del Bilderberg. Ecco alcune delle loro dichiarazioni.

“E’ come il World economic forum di Davos, ma più piccolo – dice Jean-Pierre Jouyet, presidente della Caisse des Dépôts.
Il WEF di Davos accoglie un migliaio di personalità provenienti da ogni parte del mondo, mentre il Bilderberg è un gruppo più ristretto di persone, 130 al massimo, provenienti da Europa e Stati Uniti.
I fondatori del club lo hanno voluto così, discreto e transatlantico.
Il principe Bernhard dei Paesi Bassi e David Rockefeller l’avevano creato nel 1954 con un preciso scopo : la lotta al comunismo. La prima riunione si era svolta dal 29 al 31 maggio a Oosterbeek, nei Paesi Bassi, in un hotel chiamato Bilderberg.
“All’epoca lo scopo era convincere i dirigenti europei e americani a stringere i loro legami di fronte alla potente Unione sovietica – spiega l’ex ministro francese degli Affari esteri Hubert Védrine.

Il Club Bilderberg era uscito dall’ombra nel 1976, in occasione di un grande scandalo di corruzione che ha alterato la sua immagine nel tempo.
Si era appreso che il principe Bernhard faceva valere il suo titolo per favorire il gruppo di armamenti Lockheed presso l’esercito olandese e che i suoi affari con i dirigenti della compagnia americana avvenivano a margine della conferenza del Bilderberg.
“Lo scandalo aveva quasi fatto fallire il Club – racconta Thierry de Montbrial, direttore dell’istituto francese delle relazioni internazionali e attualmente ancora membro di Bilderberg – L’abbiamo salvato togliendo a presidenza al principe e mettendo al suo posto l’ex primo ministro britannico, Lord Home.” Ma l’immagina di potere e corruzione è rimasta.

Oggi il Club Bilderberg non lotta più contro il comunismo ma si occupa di mondializzazione e delle sfide connesse. Al suo apice si trova un cenacolo ristretto, il comitato direttore, composto da 30 personalità del mondo della finanza e della geopolitica.
“Per farne parte non è sufficiente essere il presidente della Coca-Cola : bisogna saperci fare e avere una visione globale – spiega il penultimo presidente del Bilderberg, il conte Etienne Davignon.
Ex commissario europeo, questo ottantenne belga amministra una decina di multinazionali ed è stato per decenni nel comitato direttore del Club, accanto a figure storiche Giovanni Agnelli e Henry Kissinger.
I 30 membri del direttorio si riuniscono due volte l’anno – generalmente in una capitale europea – per parlare della situazione del Club e del pianeta. Cenano discretamente con i dirigenti locali o con leader promettenti.
Lo scorso febbraio erano a Roma, attorno all’allora presidente del Consiglio italiano Mario Monti, un fedele del Bilderberg da decenni.

Nel novembre 2009 il comitato direttore si trovava a Bruxelles. Al loro incontro avevano invitato l’allora capo del governo belga, Herman Van Rompuy.
“Nessuno lo conosceva. Era un ometto discreto che parlava quattro lingue – racconta Etienne Davignon – Ci aveva fatto un esposto molto chiaro, con forza e entusiasmo aveva difeso l’euro, di fronte agli increduli americani.”
Qualche giorno dopo l’incontro, a sorpresa “l’ometto discreto” Van Rompuy veniva designato alla presidenza dell’Unione europea.

“Legare il Club Bilderberg all’idea di complotto è assurdo – commenta Hubert Védrine. Il Bilderberg riunisce persone che hanno interessi comuni.
“Contrariamente a quel che si dice, nelle riunioni annuali del Club non si prende nessuna decisione – assicura l’economista e editorialista del giornale francese Le Figaro Nicolas Baverez – In realtà sono riunioni dove si lavora, giornate molto intense, dalle 8 del mattino alle 20h00 vi è una successione di dibattiti.”
I temi in discussione? Da qualche tempo il sito del Bilderberg pubblica la lista, ma non è dato sapere se sia completa.
Alla riunione dello scorso anno, a Chantilly negli Stati Uniti, si era discusso di austerità e crescita, del rapporto tra Occidente e Iran o ancora della geopolitica dell’energia.
Quest’anno i membri del Club dovrebbero discutere dell’accelerazione della crescita negli Stati Uniti e in Europa, del nazionalismo e del populismo, della ricerca medica, … i grandi dossier attuali.

Redazione

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