REFERENDUM PER LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA
Per garantire la segretezza e la libertà di voto a tutti i cittadini: no ai galoppini
In passato i galoppini riuscivano a condizionare il voto di molti cittadini mediante il controllo delle schede, sulle quali chiedevano di apporre segni di riconoscimento. Grazie allo spoglio centralizzato, questo sistema è poi stato debellato. Ora, con la consegna del materiale di voto a domicilio i galoppini, con la scusa di “aiutare” a compilare “correttamente” la scheda, tornerebbero però sulla cresta dell’onda!
NO ALLA COMPRA-VENDITA DELLE SCHEDE
Ma c’è un pericolo ancora maggiore. Ai “tempi d’oro” dei galoppini, gli elettori dovevano comunque recarsi personalmente ai seggi. Una certa libertà, quindi, rimaneva loro. Con il sistema che si vorrebbe ora introdurre, i malintenzionati potranno invece impossessarsi direttamente – magari dietro pagamento – delle schede di elettori disinteressati, quindi compilarle a piacimento e spedirle con tutto comodo.
NO A BANALIZZAZIONI INACCETTABILI
I sostenitori del voto per corrispondenza dicono di voler aumentare la partecipazione dei cittadini. Nulla di più falso. Nei Cantoni che applicano questo sistema, la partecipazione alle elezioni è vergognosamente bassa. Evidentemente, più si banalizza questo momento–cardine della democrazia, più gli si toglie importanza. Le elezioni non sono un concorso a premi, per cui si invia la schedina per posta!
NO A “GARANZIE” FASULLE
A sentire taluni, i rischi del passato sarebbero ormai scomparsi. Occorrerebbe inoltre aver fiducia negli elettori. Su quest’ultima affermazione concordiamo (sulla prima abbiamo invece parecchi dubbi…).
Il voto nell’urna è comunque una garanzia per la libera espressione del cittadino. È un po’ come la chiusura a chiave della por ta di casa, che non è diretta contro gli onesti ma contro i malintenzionati. E in tema elettorale ne bastano pochissimi (nel caso di votazioni “tirate”) per falsare il risultato!
NO AGLI OSTACOLI CONTRO I DIRITTI POPOLARI
Tradizionalmente, il momento elettorale è anche un momento di civica vissuta. Spesso, in tale occasione vengono raccolte le firme per iniziative popolari e referendum. Eliminando la necessità di recarsi ai seggi elettorali e diluendo l’invio delle schede sull’arco di settimane, si ridurrebbe quindi di molto anche la possibilità di raccolta delle firme per questa forma di partecipazione popolare.
PER UNA CAMPAGNA ELETTORALE CHIARA
Con il voto per corrispondenza, gli elettori possono votare già a partire da tre settimane prima della data ufficiale. Che senso avrebbero i dibattiti, gli articoli e le trasmissioni televisive nelle ultime settimane, se molti cittadini hanno già votato?
SÌ ALLA DECISIONE DA PARTE DEI CITTADINI
La modifica del sistema di voto decisa lo scorso mese di aprile dal Gran Consiglio non risponde a un’esigenza dei cittadini, ma unicamente a un desiderio reiterato di una parte dei politici. Su un cambiamento di questa portata è comunque fondamentale che i cittadini possano esprimersi!
In difesa della democrazia e della serietà del momento elettorale, date quindi il vostro sostegno al referendum! Grazie.
Il comitato promotore
Abbondio Adobati – Mauro Baranzini – Paolo Bernasconi – Armando Boneff – Domenico Bonini – Riccardo Calastri – Francesco (Cick) Cavalli – Franco Celio – Claudia Crivelli Barella – Lara Filippini – Umberto Gatti – Gabriele Gendotti – Angelo Geninazzi – Dario Ghisletta – Raoul Ghisletta – Walter Gianora – Vincenzo Giudici – Alex Helbling – Aldo Lafranchi – Franco Lazzarotto – Carlo Lepori – Germano Mattei, MontagnaViva – Eros N. Mellini, UDC – Paolo-Camillo Minotti – Giancarlo Nava – Paolo Pagnamenta – Edo Pellegrini, UDF – Roberto Pellegrini – Graziano Pestoni – Matteo Pronzini, MPS – Monica Sartori-Lombardi – Diego Scacchi – Giacomo Sciaroni -Alberto Siccardi – Stefano Steiger – Leda Steiger Bonini – Lauro Tognola – Christian Vitta
(fdm) Di notevole interesse la composizione del Comitato: radicali, socialisti, Bel Ticino, UDC, Boneff (produrrà vignette fulminanti), … …