Il 12 gennaio 2012, l’agente Niccolò Savarino, 42 anni, mentre stava effettuando un normale servizio di controllo in un parcheggio in via Varé, in zona Bovisa, venne deliberatamente travolto dal suv guidato da un giovane rom di nome Remi Nikolic  e il suo corpo fu trascinato dalla macchina per 200 metri. Soltanto tre giorni dopo, a seguito di indagini serrate, gli investigatori della squadra mobile di Milano, coordinati dal pm Mauro Clerici, riuscirono a localizzare e a fare arrestare in Ungheria il giovane.

Lo scorso 22 marzo, il giovane è stato condannato per omicidio volontario a 15 anni, mentre il pm aveva chiesto per lui 26 anni, senza il riconoscimento delle attenuanti. Oggi sono state rese note le motivazioni della sentenza. Il collegio del Tribunale per i minorenni (presidente Daniela Guarnieri) spiega di aver riconosciuto al giovane le attenuanti generiche, considerato ”contesto di vita famigliare” nel quale Nikolic ”è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento” e dalla ”totale assenza di scolarizzazione”. Lo scrivono i giudici nella sentenza consegnata oggi; non pienamente però, a causa della ”freddezza mostrata immediatamente dopo aver commesso il reato, la fuga, le reticenze e le mendacità”.