Questa riflessione appare oggi sulla pagina Facebook del consigliere nazionale Lorenzo Quadri.
[commento, fdm] Personalmente ricordo un caso, grave e con conseguenze gravi, lontano nel tempo senza essere infinitamente lontano, nel quale il potere seppe difendere il segreto assoluto. Nessuno seppe nulla. Ovviamente con “nessuno” si vogliono significare “pochissime persone”. La giudicai una dimostrazione impressionante di efficacia e di controllo. Ma erano, forse, altri tempi.
Trovo l’accanimento mediatico nei confronti di Michele Barra, consigliere di Stato in pectore, del tutto ingiustificato, o meglio giustificato solo dal fatto che Barra è leghista, e quindi si utilizza un metro diverso, nel tentativo di criminalizzare il Movimento che ha la grave colpa di vincere le elezioni. Trovo scorretto il tentativo di demolire una persona per un tasso alcolemico appena superiore allo 0.8 per mille, ossia appena sopra al limite che, fino a non moltissimo tempo fa, era quello legale. Questo mentre ci sono delinquenti a piede libero…
Certo, sono cose che sarebbe meglio non succedessero, ma se questi sono gli argomenti con cui qualcuno pensa di combattere la Lega, possiamo dormire tra quattro guanciali. E il fatto che i media di regime, nel tentativo di nuocere la nostro movimento, debbano attaccarsi a simili questioni, la dice lunga. Sarebbe interessante sapere quanti degli improvvisati ed interessati censori non hanno mai infranto nemmeno una prescrizione del codice stradale. Che un bicchiere di troppo ad una cena sia alla stregua di un motivo di ineleggibilità è una teoria a dir poco inconsistente. Preoccupiamoci piuttosto di quei politici che stanno sfasciando il paese a suon di demolizione di frontiere e di aperture scriteriate…
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Uella! Scopro oggi (con grande sorpresa;-) che anche nel nostro piccolo... abbiamo i "media di regime"(sic). Soffiata "insider" finalizzata a una migliore educazione alla cittadinanza?
A questo punto l'on. Quadri (Municipale e Consigliere nazionale: cariche istituzionali) ci dovrebbe spiegare in particolare che cosa vuole "propriamente" dirci. Quali sono -a suo dire- i "media di regime". Perché tutto sommato potrei anche essere d'accordo. Per quanto possa importare. A patto che l'analisi sia corretta e trattata esaurientemente. Cominciamo col definire un regime. Cioè un "qualcosa" che si regge sulla coercizione, oppure sul consenso. Scartiamo la dittatura... per motivi di spazio. Allora parliamo del consenso. Sul mio comodino ho proprio ciò che fa al caso nostro: "La cultura di massa contro il popolo" (titolo populista?!) Un libretto apparso qualche anno fa in francese. Un livre de chevet. Ne esistono di simili anche in italiano, basta cercare. Scorrendo i titoli dei capitoli, abbiamo: la dipendenza dall'impero mediatico, il controllo attraverso i consumi; il totalitarismo consumistico; il "sistema" del consumo come consolazione; la tirannia dei marchi; un mercato senza opzioni. Oppure, nella sezione sport: "Divertire per dominare: la sportmania; quindi: "L'ideologia dei record". Infine sulla quarta di copertina: Sentirsi "liberi" senza poter scegliere. In altre parole: there is no alternative, assioma di thatcheriana memoria. E via di questo passo. Converrà che i "media" in un modo o nell'altro sostengono anche (soprattutto) questo "regime"...consensuale. Perlomeno non lo disturbano. Media di "regime" può quindi assumere, caro Quadri, un significato che necessita di ulteriori spiegazioni. E non è assodato che sia sempre e comunque delegato ad un presunto ombelicale antileghismo.
Scusa issue ma non ho ben capito il tuo post.
Cioè dici delle cose giuste. Per esempio che siamo in un vicolo cieco, che la democrazia 2.0 è impostata sul consumismo sorretto dal divertimentificio anestetizzante, così da evitarci di prenderne coscienza. E che questo sistema funziona perché i grandi/piccoli "media" contribuiscono, in diversa misura, a sostenere l'ambaradan. Ma la domanda iniziale era: "Quali media in Ticino sono di regime?" Per cui la risposta, a mio avviso, potrebbe richiedere altre domande. Per esempio: Regime statal-statalista? Oppure: Regime popolar-populista? Ovvio che da Pedrinate fino a Bedretto il Cantone si divide quasi a metà nella tranquilla convinzione di credere che stia nell'una o nell'altra parte la servitù al "Vero” regime. Forse nel Luganese si tende per la prima ipotesi (che il regime sia esclusivamente statal-statalista) mentre nel resto del Cantone, probabilmente, si presta fede anche alla seconda possibilità. Questo per dire che sarebbe interessante esplorare la faccenda, magari solo per accertare almeno quali, dei tre quotidiani cantonali, simpatizzino per l’una o per l'altra delle supposizioni esposte.
Ma, pensandoci bene, forse il problema consumistico che tu poni mi appare più rilevante del nostro ombelicale dilemma periferico. Buona domenica.