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Iniziative popolari. Il Consiglio federale vuole controlli più severi

In futuro il controllo della validità delle iniziative popolari dovrà essere più severo. Il governo vuole intervenire prima della raccolta delle firme, dando maggior peso al rispetto dei principi fondamentali della democrazia.

Divieto di costruire minareti, rinvio dei criminali stranieri, pena di morte : la compatibilità delle iniziative con i diritti fondamentali è regolarmente messa in causa. Per ovviare a questa situazione, il Consiglio federale elabora due proposte.

Da una parte si tratterebbe di esaminare la validità delle iniziative prima dell’inizio della raccolta firme.
Attualmente la Cancelleria federale si accontenta di un controllo formale, verificando ad esempio se il titolo di un’iniziativa non susciti dubbi. Un esame che potrebbe essere rafforzato da un controllo approfondito, che resterebbe comunque facoltativo.
In questo modo gli autori di un’iniziativa riceverebbero un avviso che permetterebbe loro di adattare il testo. Il risultato dell’esame verrebbe menzionato sulle liste delle firme, per informare i cittadini. Questa soluzione necessiterebbe di una modifica della legge.

La seconda soluzione passerebbe da una modifica della Costituzione e dunque obbligatoriamente da un voto con doppia maggioranza di popolo e cantoni.
In questo caso si tratterebbe di allargare la lista delle condizioni sulla cui base il Parlamento decreta nulla un’iniziativa.

Attualmente le iniziative devono unicamente rispettare le regole imperative del diritto internazionale (divieto di genocidio, tortura o schiavitù).
Il Consiglio federale propone di annullare anche quelle che non rispettano la base dei diritti fondamentali costituzionali.

Però anche con nuove regole il controllo delle iniziative rischia di generare problemi, vista la soggettività delle interpretazioni.
Ad esempio, l’iniziativa sul divieto di costruzione di minareti in Svizzera, accettata in votazione popolare il 29 novembre 2009, non avrebbe potuto essere invalidata con le nuove regole proposte dal governo.
In effetti non rimette fondamentalmente in causa la libertà di religione. Per dichiarare nullo un testo si dovrebbe aggiungere un altro criterio, quello del rispetto del principio di non-discriminazione.

(Fonte : Le Matin.ch)

Redazione

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  • Un palese gesto, per limitare la nostra libertà...di modo che le leggi che gli fanno comodo possano passare, mentre quelle un pò più scomode (come quella dei criminali stranieri...) possano essere fermate già sul nascere, con la scusa "viola un diritto costituzionale".

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