Come è noto, noi Verdi abbiamo deciso di rimanere estranei dalla competizione per il municipio. E ancora di più possiamo esprimerci a riguardo con una disinteressata lucidità. Ma rimaniamo basiti della decisione di lasciare in lista un defunto. Questa decisione non rispetta l’articolo undicesimo della legge cantonale sull’esercizio dei diritti politici, questi ribadiscono l’esclusione dall’esercizio dei diritti politici per infermità. Di fatti non è ammissibile che la lista elettorale si estenda a persone inferme, né in analogia, a persone defunte. Il fatto è quindi contrario alla legge.
Oltre a ciò, secondo noi, con questa decisione non si rispetterebbero le istituzioni politiche. È un evento che si rifletterebbe sulla serietà civile e politica della città stessa e sulla sua credibilità. Quale sarebbe il nostro prestigio se lasciassimo questo nome in lista? È l’unico modo che ancora ci rimane per ricordarlo?
Ma andiamo oltre: il personaggio in questione ha fatto moltissimo per Lugano, che gli è debitrice. Non dovrebbe essere lasciato in pace? Se lo lasciassimo in lista, sarebbe come strumentalizzare il tragico evento a fini politici, cosa che urterebbe prima di tutto contro la sua dignità, la pace che merita ogni defunto.
Non ci rimane che domandarci per quale motivo si decida di lasciare in lista un personaggio sì molto importante, ma che ormai non è più fra noi. Con l’ultimo, triste saluto, lasciamolo andare, senza dimenticare i suoi molti lati positivi. Per il resto, possiamo solo pregare per lui.
Marco Patuzzi, candidato dei Verdi di Lugano
NOTA. Secondo liberatv il coordinatore cantonale dei Verdi Sergio Savoia si è detto contrariato dalla presa di posizione dei Verdi luganesi.