[francesco de maria] L’on. Giovanna Masoni pubblica oggi nella sua newsletter n° 7 questa breve ma importante nota sui costi e sui “ritorni” della sua Cultura. Sappiamo che questo tema è aspramente controverso e che le valutazioni della politica e del pubblico sono, ampiamente, di diverso e contrapposto genere. Io non desidero prendere posizione ma vorrei che altri – politici, opinionisti, semplici lettori, blogger – lo facessero. È troppo sperare? Forse no.
Recentemente, a varie riprese e sempre con rispetto, ho manifestato perplessità sulla linea – a numerose persone di mia conoscenza apparsa sorprendente – che l’on. Masoni ha voluto impartire alla sua campagna elettorale. Nulla di più opinabile che l’opinione di un semplice opinionista, direte. La cosa che più mi ha colpito e infastidito (chiedo venia) è stato l’uso reiterato, quasi ossessivo, dell’espressione “abbattere gli steccati”, che assume nel contesto un significato particolare e chiaramente specifico, comprensibile a chiunque. Si vorrebbe quasi ribattere in forbito latino “Excusatio non petita accusatio manifesta”, una massima che Giovanna, eccellente avvocato, persona colta e frequentatrice della cultura, non potrà non conoscere.
È curioso come sulla cultura molti amino dare i numeri. Si leggono in continuazione cifre e dati che non hanno alcun aggancio con la realtà ma che sono spacciati come veri. È ovvio che si tratta di una scelta precisa: dimostrare che le attività culturali della Città siano inutilmente dispendiose. Non è così. E lo possiamo dimostrare. Con i numeri, appunto, Quelli giusti. Quelli autentici.
Iniziamo dalle presenze. Si dice (qualcuno, in particolare, dice) che i musei sono vuoti, così come le mostre e ogni altro genere di attività culturali organizzate dal Comune. Falso.
Nel 2012 le presenze certificabili a mostre, spettacoli, eventi (oltre agli ingressi nei musei) sono ammontate a oltre 120mila unità. Stiamo parlando di biglietti venduti: circa 50mila al Museo d’Arte, 40mila a “LuganoInScena”, 15mila per la musica classica di Lugano festival. Cui vanno aggiunte le manifestazioni all’aperto o gratuite, le esposizioni fuori sede e altre iniziative.
Tutto il complesso delle attività promosse dal Dicastero Attività Culturali costa alla Città meno di 10 milioni all’anno. Altri 2 milioni sono invece spesi per le attività (non culturali) del Dicastero LAC. Questi sono i dati.
La tanto disprezzata cultura “stacca” 120mila biglietti in un anno. Fatti, non parole.
Giovanna Masoni
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