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Nel gran giorno dell’elezione italiana… una voce contro il sistema – “Born to be free”

Riecho Blog

Non ricordate la situazione di poco più di un anno fa? A Novembre 2011 Berlusconi si dimetteva e si insediava al suo posto un governo di tecnici guidato da Mario Monti. Non ricordate cosa dicevate tutti? Tutti a dire che i tecnici erano necessari perchè questi politici ci avevano portato sull’orlo del baratro, che dovevano vergognarsi, che non avrebbero dovuto permettersi di ripresentarsi. Si fa pulizia stavolta!

La memoria della massa è corta.  I politici lo sanno. E’ passato poco più di un anno e guardate a chi state per  dare il vostro voto. Quanto tempo, quanta energia, quante risorse sprecate in una lotta inconcludente. Dovreste spiegarmi per quale logica le stesse persone e le stesse idee che hanno dominato la politica italiana negli ultimi 30 anni e che hanno portato l’Italia nel baratro, a distanza di un anno, in cui le scelte di Monti hanno proseguito nel segno della continuità con il passato e dunque peggiorato solo la condizione economica, dovrebbero meritare ancora la vostra attenzione.

E non venitemi a dire che Grillo è la novità. Grillo è la concretizzazione della reazione più vecchia del mondo alle difficoltà economiche. E la più pericolosa di tutte.

Esiste un’unica certezza, qualunque sia il risultato di queste elezioni: non ci sarà nessuna riforma del sistema. Alla Reuters ha affermato un diplomatico europeo: “We’ve seen a steady economic decline in Italy over the past 20 years and it’s very hard to see any outcome from this election which will reverse that. The reforms which would really get the country going again are out of reach”. Perdete la speranza.

Per quelli che credono che votare sia un dovere.
La democrazia è una religione e chi la critica viene etichettato come eretico. Quante volte avete sentito ripetere che “chi non vota non può lamentarsi”? E’ vero l’esatto contrario: “se voti, non puoi lamentarti”. E’ votando che legittimi il sistema. Votare significa nutrire la speranza che il sistema possa autoriformarsi. E’ un illusione. La soluzione non è la politica. La soluzione è affrancarsi dal sistema, perché nel suo crollo porta con sè tutto ciò che riesce. La soluzione è individuale.

Riecho Editor, EconomiaeLiberta.com

Relatore

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  • Ma chi sei?!?
    Ho analizzato attentamente l'ultimo paragrafo e non posso che inchinarmi alla sua logica. Mi mancava questo chiodo sulla bara della democrazia.

    • Se ne vuoi metterne due (di chiodi) ti consiglio il libro "Oltre la democrazia", acquistabile dalla sezione Libri di http://www.liberisti.org.

      Se ne vuoi mettere tre (di chiodi) potresti leggere il libro di Hans-Hermann Hoppe "Democrazia: il dio che ha fallito" edito da "liberilibri".

      Caro malatempora .... malatempora currunt per gli adoratori della tirannia dei più sui meno.

      Non rimane che consolarsi con .... LA CIVICA :-))

      MXM
      Ceterum censeo BNS (BCE, FED ecc.) delendam esse

      • Ne ho di chiodi, e prossimamente li metto giù, ma questo mi sfuggiva.

        "Votare significa nutrire la speranza che il sistema possa autoriformarsi."

        • Ho ancora nelle orecchie, rimbombante, cupamente ritmato, il grido:
          LO STA-TO BOR-GHE-SE SI AB-BAT-TE NON SI CAM-BIA
          Tu non eri nato (per tua fortuna), ma io sì.

      • E la mia critica si rivolge non alla democrazia ma alla democrazia rappresentativa con tutti i suoi corollari di partiti, politica, protagonismi, clientelismo etc, etc.
        La democrazia ha comunque un unico pregio e non da poco: è il meno peggio che abbiamo trovato.

        • ..... appunto, appunto ..... :-))

          Non se la democrazia rappresentativa sia il meno peggio che abbiamo trovato. Le peggiori guerre moderne sono scaturite tutte dalla democrazia o dai suoi reiterati fallimenti.

          MXM
          Ceterum censeo BNS (BCE, FED ecc.) delendam esse

  • Comunque in Svizzera un'ultima, timida, speranza di cambiare il sistema ce l'abbiamo e si chiama riforma totale della costituzione. Ultimo baluardo di una sana democrazia diretta.

    • La soluzione sta nella revisione della Costituzione? Democrazia per direttissima. Ho capito...cioè che il popolo fa tutto direttamente? Elegge ministri, presidenti, deputati, sindaci e segretari? No, chiedo per curiosità? Quanto si spende per una campagna politica. Dieci, 100, 1000, oppure una cifra a sei zeri? E per quale ragione c'è chi spende almeno un milione per una campagna elettorale? Per vincere le elezioni. E secondo voi chi ha un milione da spendere per una campagna elettorale? Allora chi vince le elezioni? Chi ha maggior potere persuasivo. Chi ha maggior potere persuasivo? Chi ha più soldi da spendere per una campagna elettorale. Chi ha più soldi da spendere per una campagna elettorale...
      Populismo=pericolosa ingenuità? O scellerato calcolo a sei zeri?

  • L'analisi Riechoiana è fatalmente faziosa. Velleitaria. Per prima cosa dico subito che la democrazia la conosciamo anche con in suoi dolorosi difetti. Ma anche con un suo grande pregio: la parresìa. Che fa rima con Dicolamia. Sappiamo pure che oltre la democrazia c'è l'abisso. Basterebbe questo per chiudere ogni velleità. Proprio nel polisemico significato del termine "democrazia" che sta la sua forza ma anche la sua debolezza. Acciacco che alcuni utilizzano per reclamizzare l'abisso. Born to be free*. Nato per essere libero*. Sarebbe un gran bel motto politico-pubblicitario. Ma come tanti azzardi pubblicitari il "popolo che ha la memoria corta" (non solo i politici lo sanno) omette, quasi sempre, di leggere dopo l'asterisco: il sottotitolo. E cioè *che il tuo grado di libertà e direttamente proporzionale al reddito*. E non mi spreco nemmeno a citare gli esempi che sono quotidiani. Basterebbe questo per aprire gli occhi al pubblico distratto. Infine la crisi del sistema Italia. La ragione l'ha ben spiegata un comico. Nooo, non Grillo! Bisio, Claudio Bisio nel suo monologo sanremese. Il difetto (monologo/you tube/timing da: 8':30'') sta nei mandanti. Nel mandante-elettore. Quindi il PROBLEMA è INDIVIDUALE e la soluzione, probabilmente, sta in una democrazia "sana". Mi dispiace ma è così.

    • Caro issue,
      siccome mi hai citato, sono andato a leggermi su Wikipedia il significato della parola "parresia". In tutta umiltà non la conoscevo.
      Allora guarda, se anche tu fai un piccolo gesto di umiltà, ti faccio un regalo: ti invio il libro di due autori olandesi Frank Karsten e Karel Beckman a titolo Oltre la Democrazia (gratuitamente: libro e spese di spedizione incluse).
      Puoi mandarmi il tuo indirizzo in privato a rondoclub@altervista.org e te lo spedisco subito. Così ti renderai conto che ci vuole ben altro per chiudere ogni velleità.
      C'è anche un'altra possibilità: a fine marzo, o ai primi di aprile, il RONDÒ Club organizza una conferenza sul tema: Quale Democrazia?
      Con questa didascalia:
      "Sin da quando eravamo bambini ci è stato insegnato e ci viene ripetuto senza sosta che la nostra democrazia rappresenta il migliore dei sistemi possibili. Ma è davvero così? O il conto di ciò che essa ha prodotto deve esserci ancora presentato? Quale altre forme di democrazia sarebbero possibili e perché dovrebbero essere preferite a quella attuale?"
      Se vieni, oltre che a poter dire "democraticamente" la tua approfittando dell'opportunità che ci dà la parresia, potrai anche prendere il libro di Huerta De Soto "A scuola di Economia", perché i guasti dell'attuale democrazia non sono disgiunti da quelli dell'attuale economia (questo però non possono regalartelo, costa circa 40 franchi e dovresti pagartelo tu).
      Se invece pensi che il tuo concetto di democrazia sia "blindato" e non suscettibile di discussione alcuna, allora ... come non detto :-))

      MXM
      Ceterum censeo BNS (BCE, FED ecc.) delendam esse

      • Parresia: "la franchezza nell'esprimersi, dire ciò che si ritiene vero e, in certi casi, un'incontrollata e smodata propensione a parlare." Wikipedia dixit.

        Vedi che il tuo dire ha comunque tre gradi di autorevolezza ;)

        Karsten/Boeckman/Rondò Club/Huerta de Soto/ Mises/ Scuola di Vienna/Liberisti e Libertarians/Usemlab/Aron/Hayek/Cortonesi...

        ...tutti oltre la democrazia.

        Il problema sta che quando tutto sarà... oltre la democrazia, si dovranno fare i conti con l'evidente forza contrattuale. E lì ne vedremo delle belle. "L’indolenza e la paura sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo fatti liberi da direzione estranea, rimangono ciò nondimeno per l'intera vita minorenni, per cui riesce facile ad altri erigersi a loro tutori". Senza condividere totalmente il passo kantiano tuttavia il problema resta. (Non credo sia un problema di pigrizia, di paura o immaturità /..."Si da quando eravamo bambini...): oggi si potrebbero utilizzare categorie sociologiche quali la condizione economica, sociale, culturale, formativa.

        Quindi resto convinto che la libertà ha un caro prezzo e non tutti se la possono pagare. La formula per “tutti liberi” non è stata ancora scoperta. Chi tenta di nasconderlo (e mi ripeto ancora) è un ingenuo oppure è un birbante. Concordo tuttavia sul fatto che la sedicente "democrazia rappresentativa" (in molte realtà è divenuta una vera oligarchia economicistica) tende sempre più a proteggere il predominio delle grandi ricchezze, ma il suo eventuale risanamento non sta nel liberismo.

        Ti ringrazio per l'offerta libraria. Senza ironia. Grazie! Ma se ho deciso di usare un nikname è proprio perché desidero restare un blogger anonimo. Dietro "issue" amo confidare ci sia una persona che si sente -alla sua maniera- "born to be free". Ma non a qualsiasi costo.

        • Come vuoi. Rispetto il tuo desiderio di privacy. Però ti metto in guardia dal non trasformarla in "isolamento". Siamo animali socievoli nell'intierezza della nostra identità umana, che il blog spesso cela dietro un nickname iperprotettivo, certo, ma forse un po' freddino.

          MXM
          Ceterum censeo BNS (BCE, FED ecc.) delendam esse

    • *che il tuo grado di libertà e direttamente proporzionale al reddito*

      Questa pero' e' una caduta di stile impressionante. Trasecolo.
      Tu sei, con evidenza, un uomo colto, uno che ha studiato.
      Magari ti conosco anche (ma non posso saperlo).

      Il tuo "economicismo" è penoso.
      A questo punto di pensiero desolato e desolante
      è giunta la nostra sinistra.

      E dunque, con qualche franco quanta gente potrei comprare?
      Li comprerei, certo, ... PER RENDERLI LIBERI!

    • Anch'io, in tutta umiltà, ho dovuto cercare il termine. Avendo però continuato nella lettura della definizione concordo che il pregio della democrazia è la libertà di parola (isegoria). In questo contesto però davvero la libertà di parola diventa parresia, nel senso che nell'estrema libertà si sentono anche tante minchiate da diventare cacofonia, cui contrapporre un dignitoso e decoroso silenzio.

      • Caro malatempora, in tutta umiltà credo che il tuo "dignitoso silenzio" sia piuttosto da imputare alla mancanza di argomenti ;-)

        • Parole e fatti. Il silenzio, inevitabilmente, appartiene alla seconda categoria.
          Sei comunque libero nella tua opinione.
          :)

  • Ieri avete messo "issue" alle strette. Lui vi arricchisce il lessico ogni giorno e voi lo trattate così? In fondo se l’è cavata. Poi tre contro uno.

    A JtR avrei però risposto diversamente. Per esempio che ci sono già stati (prima del suo sublime suggerimento "con qualche franco quanta gente potrei comprare?") mal-destri tentativi di assoldare onorevoli per assumerli dalla parte... delle libertà.
    E potrebbe non essere finita...

    Inoltre a differenza di "issue" gli esempi concreti e quotidiani dove “il grado di libertà è proporzionale al reddito” li faccio in numero di tre. Ben volentieri.

    Mi riferisco, tanto per cominciare, alle cauzioni milionarie sborsate sull’unghia da abbienti quasi colpevoli per PAGARSI la libertà pre-processuale. Mentre il resto del mondo è costretto a vendere la casa di famiglia per avere la cifra necessaria alla sua legittima difesa.

    Che dire inoltre delle potenzialità di tutela di un avvocatino d'ufficio assegnato velocemente al ladro di merendine. Legale che non può evitare al suo “cliente” l'esemplare condanna (esattamente come da normativa) a due anni per un furtarello al supermercato.

    Che ne dite, per contro, della task force di baroni della giurisprudenza a mille dollari orari (a testa), assunti da certi briganti della megafinanza per vedersi ridurre da ridicole sentenze (due anni proprio come al ladro di merendine) quello che dovrebbe in realtà essere un dissuasivo efficace.

    La caduta di stile impressionante? Certo la vedo anch'io! In quelli che incoraggiano il consolidamento di queste conquiste di libertà. Proporzionali al reddito. Appunto.

    • Giuste osservazioni, ma di chi è la colpa se i giudici li eleggono i politici e le leggi le fa la democrazia senza paletti, quella che piace tanto a te e a issue?

      MXM
      Ceterum censeo BNS (BCE, FED ecc.) delendam esse

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