Centinaia di tunisini hanno manifestato lunedì 11 febbraio davanti all’Assemblea nazionale costituente per chiedere le dimissioni del governo e sostenere la vedova di Chokri Belaïd, leader dell’opposizione assassinato settimana scorsa a Tunisi.
In Tunisia la crisi si aggrava. I manifestanti scandiscono slogan anti-governo e fra di loro vi è anche Besma Khalfaoui, la vedova di Belaïd : “Questo governo deve andarsene oggi, non domani o dopo domani – commenta e precisa che il Ministero dell’Interno non ha risposto alla sua richiesta di proteggere lei e le sue due figlie.
Il partito laico del presidente Moncef Marzouki ha deciso di mantenere l’alleanza con gli islamisti del partito Ennahda e ha respinto il governo di tecnocrati proposto dal premier islamista Hamadi Jebali, che si è pericolosamente esposto esprimendosi contro la volontà del suo stesso partito.
Jebali, numero 2 del partito islamista, ha sostenuto che l’unica scelta è la formazione di un governo tecnico transitorio indipendente dai partiti, argomentando l’urgenza della situazione e il pericolo delle violenze in corso nel paese.
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