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Tempeste solari nel 2013. Un pericolo deriso e sottovalutato

Una tempesta geomagnetica gigante potrebbe causare danni difficili da immaginare. In un articolo pubblicato nell’aprile 2012 nel giornale scientifico Nature, l’astronomo Mike Hapgood lanciava un chiaro appello : occorre prepararsi.

Può accadere che il cielo ci cada sulla testa. Era già successo nel marzo 1989, nel maggio 1921 e nel lontano 1859 e può succedere ancora. Senza preavviso.
Sconosciuti al grande pubblico, questi cataclismi naturali, che, contrariamente ai terremoti, alle eruzioni vulcaniche o alle inondazioni, non causano morti o devastazioni al paesaggio, possono provocare un vero disastro mettendo fuori uso le reti di distribuzione di energia elettrica su vaste zone del territorio, per un tempo indeterminato.
Private di corrente elettrica, senza poter usare i sistemi informatici, i telefoni, con i satelliti fuori uso, la nostra società e la nostra economia, sempre più dipendenti dalle nuove tecnologie, sarebbero praticamente annientate.

A mettere fuori uso le linee della corrente elettrica e a provocare il conseguente scenario apocalittico sono le tempeste geomagnetiche.
Queste tempeste sono provocate da violente eruzioni sulla superficie del Sole, quando vengono rilasciate enormi quantità di particelle ionizzate ad alta energia capaci di attraversare la magnetosfera terrestre, lo scudo che protegge il nostro pianeta dai raggi cosmici, e all’origine del magnifico spettacolo delle aurore boreali.

Il 13 e il 14 marzo 1989, nel Quebec, in Canada, una violenta tempesta solare aveva causato variazioni nel campo magnetico terrestre e lasciato senza energia elettrica quasi 5 milioni di persone per nove giorni. Danni valutati in miliardi di dollari.
Le conseguenze della tempesta erano arrivate sino negli Stati Uniti, dove una centrale di trasformazione della corrente elettrica era stata interamente distrutta. Lo stesso era accaduto in Gran Bretagna, dove due installazioni simili erano state severamente danneggiate.

“Dobbiamo prepararci a ben peggio – scriveva il 19 aprile 2012 nella rivista Nature Mike Hapgood, ricercatore presso il Rutherford Appleton Laboratory, in Inghilterra – Tempeste geomagnetiche ben più violente di quella del marzo 1989 erano state registrate nel passato, in un’epoca in cui la società non era dipendente dai sistemi elettrici e dunque meno vulnerabile.”

Membro di un gruppo di esperti presso il governo britannico per le questioni di “meteorologia spaziale”, Hapgood ritiene che tempeste solari di intensità equivalente a quelle del 1859 e del 1921 potrebbero privare di corrente elettrica vaste regioni per mesi interi.
Hapgood cita studi americani che predicono un black out gigante i cui effetti si farebbero sentire per anni e costerebbero migliaia di miliardi di dollari, in danni e mancati guadagni.
Senza dimenticare il rischio per i piloti e i passeggeri degli aerei in volo, per gli astronauti in missione sulle stazioni spaziali.

Al momento i satelliti della Nasa sono in grado di prevedere l’arrivo di tempeste magnetiche con 6 ore di anticipo. Un margine di tempo chiaramente insufficiente, come aveva mostrato l’esplosione solare del marzo 2012, diretta verso la Terra ma che fortunatamente era “passata a lato” del nostro pianeta.

Mike Hapgood solleva la questione del determinare l’intensità dell’evento massimo al quale l’umanità deve prepararsi : “Molti sistemi elettrici a rischio sono concepiti per resistere a eventi simili a quelli degli ultimi 40 anni. Ma il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo 2011 in Giappone mostrano i pericoli di una visione troppo ristretta.
Dovremmo prepararci a tempeste magnetiche suscettibili di prodursi una volta ogni mille anni. Il cambiamento nella presa di coscienza è in corso, ma troppo lentamente.”

(Fonte : Le Figaro.fr)

Redazione

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