I preventivi 2013 del Cantone sono l’argomento di discussione mediatica di queste settimane.
Ogni giorno si aggiunge un’ulteriore tessera ad un mosaico sempre più confuso e dagli esiti sempre più incerti.
Fra batti e continui ribatti la vicenda si sta trasformando in una commedia dell’arte ed assume contorni che rasentano il ridicolo. Ognuno gioca il suo ruolo politico senza badare alle estreme conseguenze che ne potrebbero derivare. Gioco pericoloso perché scottarsi irrimediabilmente è facile.
Partiamo dall’inizio. Il messaggio dato da alcuni era molto chiaro: occorre contenere drasticamente le spese, fuori controllo, ed iniziare una seria e profonda riflessione su una revisione dei compiti dello Stato.
Su questi tasselli sussisteva la convergenza della maggioranza delle forze politiche. Tre partiti di governo si sono dati un obiettivo realizzabile: abbassare il deficit dello Stato di almeno 50 mio dagli oltre 200 prospettati.
Il Governo, dopo vari esercizi di compressione della spesa, è giunto a proporre un pacchetto di quasi 20 mio di risparmi. Ne mancano ancora circa 30 e qui le strade hanno cominciato a dividersi, succedendo di tutto e di più con risposte politiche confuse ed anche in antitesi.
Ora sussistono addirittura 3 rapporti dagli orientamenti completamente diversi!
Rimane un fatto. Non si possono improvvisare misure di risparmio in pochi giorni in grado di incidere profondamente e permanentemente sui compiti dello Stato e sulle prestazioni erogate ai cittadini.
Elaborare un piano di tagli impone lungimiranza, tempo, conoscenza della materia e soprattutto avvedutezza nell’ottica di non creare gravi ed irreparabili danni alla comunità.
Per questo motivo il Gruppo PLR ha chiesto, con responsabilità e senso dello Stato, il rinvio della discussione in Gran Consiglio sui preventivi 2013 al mese di gennaio.
Purtroppo, con poca ponderatezza e senso politico, gli altri hanno risposto picche, non avvedendosi che in tal maniera si apre in realtà – anche per chi non la volesse vedere – una vera e propria crisi istituzionale.
Si, poiché agendo così si giunge ad una impasse totale e ad un pericoloso rallentamento, se non vero blocco (per esempio degli investimenti), dell’attività dello Stato con conseguenze che potrebbero rivelarsi perniciose e devastanti.
Ciò non è mai avvenuto prima in Ticino, eccetto che nel 1921, anno in cui vi fu una grave e lunga crisi politica che condusse addirittura ad un cambio di governo. Non posso credere che questo sia l’obiettivo dei partiti attualmente alle redini del paese.
Occorre però ribadire che respingere semplicemente i conti preventivi, soluzione facile e deresponsabilizzante, rinviando tutto al mittente, non risolve nulla ed anzi peggiora solamente la situazione.
Da parte del legislativo un gesto di abdicazione e di estrema debolezza. La realtà è che tali esercizi necessitano mesi per essere effettuati ed è indispensabile svolgere un profondo lavoro di esame e di valutazione di ogni voce di spesa contabile dello Stato, inserendo i dati acquisiti in un discorso a più ampio respiro, di scelte prioritarie e meno.
Oggi siamo purtroppo in ritardo e bene avrebbero fatto i partiti a non aspettare semplicemente la presentazione dei conti preventivi 2013.
Le questioni sollevate avrebbero dovuto essere lanciate molto prima, essendo nota da tempo la grave situazione finanziaria delle casse cantonali. In una maniera o nell’altra l’esercizio 2013 non potrà discostarsi molto da quanto presentato e al massimo si potranno conseguire quei 50 mio di contenimento della spesa tanto auspicati.
La problematica non sarà però risolta e in verità ci troviamo solo all’inizio di un lungo e per certi versi massacrante percorso che dovrebbe condurre a vedere la luce. Occorre veramente che tutte le forze politiche si chinino da subito su una possibile revisione dei compiti dello Stato e sull’esigenza di mettere in atto veri risparmi, senza calcoli elettorali che sembrano ormai permeare l’azione politica di ogni attore sulla scena.
Il vero obiettivo dovranno essere i conti preventivi 2014, si spera frutto di un’articolata e dettagliata opera di limatura costante ed incisiva delle spese.
In questa telenovela di bassa lega i politici dovrebbero forse rendersi conto che hanno di fronte un paese e dei cittadini che chiedono segnali chiari e concreti ma vogliono anche senso di responsabilità e soprattutto serietà. Giungere alle estreme conseguenze non sempre si rivela la migliore soluzione.
Roberto Badaracco
Deputato PLR in Gran Consiglio